40 ANNI SEMPRE SUL PEZZO: Giuseppe Fusi (GIPPO) si racconta

40 ANNI SEMPRE SUL PEZZO: Giuseppe Fusi (GIPPO) si racconta

Oggi con noi in redazione, un pilastro della comunicazione scritta, parlata e vista degli ultimi 40 anni nel nostro territorio.
Parliamo di “Gippo” al secolo Giuseppe Fusi che ha accettato di raccontarci brevemente la sua bella avventura professionale:


L’attività di cronista è nata quasi per scherzo quarant’anni fa, prima alla radio (Radio nord Brianza della famiglia Bernasconi, Radio Erba e Retecittà con Checco Aquaro e Federico Zappa) – dove bastava poco per inventarsi dj o giornalisti, tanta buona volontà e un po’ di spregiudicatezza – poi alla Tv (Radiolecco e Televallassina con Maurizio e Daniele Ghillioni).

Erano gli anni ottanta, erano tanti allora i “pionieri” delle radio e Tv locali, anche nel nostro territorio.

Si girava con una telecamera che pesava 30 chili, agganciata al microfono come un cordone ombelicale… se non ti intendevi alla perfezione con il cameraman – uno da una parte e uno dall’altra – rischiavi di strappare tutto.

Si andava per i paesi dove si era guardati come marziani…

Interviste celebri? Tanti personaggi sportivi e dello spettacolo, come un emozionato Felipe Massa diciassettenne, in piazza a Caslino d’Erba, giovanissimo pilota alla sua prima esperienza televisiva.

Poi Gino Bartali, in occasione della tappa di Erba del giro d’Italia 1988.

A seguire la carta stampata, inizialmente alla Provincia come collaboratore da Erba e dintorni.

Si faceva notte ai consigli comunali, poi il giorno dopo si scrivevano gli articoli rigorosamente con la Olivetti, corredati da eventuali foto cartacee e poi si spediva il tutto tramite l’autobus di linea.

Alla stazione di Erba si consegnava un pacco o una busta all’autista che poi recapitava il “sacco” al capolinea di Como.

Pc e internet erano ancora lontani, figuriamoci i cellulari.
A pensarci adesso sembra passata un’eternità.

Non dimentico la bella esperienza alla redazione di Como de “Il Giorno”, con Emilio Magni, Marco Marelli, Maria Castelli come “maestri”.

E’ li che si impara a lavorare dalla domenica alla domenica, senza sosta, giusto a Natale e all’ultimo dell’anno.

Sempre con la testa sul pezzo, a caccia di notizie h24.

Un grande insegnamento professionale proseguito al “Corriere di Como”. Poi la decisione, a quarant’anni suonati, di dividere l’impegno quotidiano tra l’azienda di famiglia e la cronaca.

Come qualcuno disse a suo tempo “Il giornalista? Sempre meglio che andare a lavorare” : una massima che ha qualche punta di verità, dobbiamo ammetterlo.
Ma se il cronista lo fai con serietà e passione, credetemi, c’è anche da sudare…

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