Alessandro Pinna, la pittura mi ha aiutato a non pensare

Alessandro Pinna, la pittura mi ha aiutato a non pensare

Alessandro Pinna 44 anni, di Triuggio ci racconta brevemente la sua storia.

Ho sempre disegnato sin da piccolo, anche perchè mio padre era un pittore paesaggista naif e quindi in casa c’erano colori e pennelli.
Sinceramente amavo disegnare e ricordo che in quel periodo passavo pomeriggi interi a decorare zainetti.
La mia passione in realtà erano i fumetti settore che mi incominciava a dare qualche soddisfazione, come la vittoria di qualche concorso.

Tutto questo è accaduto in Sardegna, mia terra natale. Poi sono arrivato in Brianza dove lavorando in un’ azienda dove si fanno i turni, non ho potuto organizzare un gruppo o fare dei passi avanti nel mondo dei fumetti.

Nel 2009, la svolta, mi è stata diagnosticata una leucemia che mi ha tenuto lontano dal mondo lavorativo per parecchio tempo e mentre ero in camera sterile ho sentito l’esigenza di dipingere (soprattutto per far volare la mia mente e lottare contro la malattia in modo migliore).
Il tutto sembra aver fortunatamente funzionato dato che facendo i debiti scongiuri, adesso sto abbastanza bene.
Uscito dall’ospedale e rientrato al lavoro, ho sentito l’esigenza di conoscere delle basi teoriche diverse da quelle apprese durante i corsi di disegno o di antomia riferita ai fumetti.
Da li l’incontro con il Maestro Fernandez, un pittore peruviano che si è mostrato subito disponibile ad insegnarmi quello di cui avevo bisogno.

Dopo questi approfondimenti ho continuato a dipingere e a fare concorsi, e dopo un anno ho potuto fare la mia prima personale, a seguire nel tempo tante collettive e quallche altra personale, qualche premio e tanta tanta pittura.
Continuo con la speranza di vivere di pittura anche se mi rendo conto che l’obbiettivo non è facile, nel frattempo ecco qualche mio quadro.

 

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