L’ANGOLO DELLA LIBRERIA TORRIANI; E così vorresti fare lo scrittore?

L’ANGOLO DELLA LIBRERIA TORRIANI; E così vorresti fare lo scrittore?

LIBRERIA TORRIANI – CANZO (VIA BRUSA 6/8) – Tel. 031 67 02 64

Sabato 30 novembre alle ore 18.30 in Libreria Torriani (Canzo, via Brusa 6/8) c’è un workshop di scrittura con Andrea Di Gregorio (editor, traduttore e docente universitario) dal titolo “E così vorresti fare lo scrittore. Idee e spunti per aspiranti romanzieri”.

L’ingresso è libero e gratuito, ma i posti sono limitati.

Per partecipare scrivete a: libreria.torriani@gmail.com oppure telefonate allo 031 67 02 64.

C’è chi ironizza sul diffuso desiderio di scrivere un libro, un desiderio che riguarda un numero crescente di persone.

È vero che in Italia – Paese nel quale il numero degli scrittori o aspiranti tali si avvicina pericolosamente al numero di lettori – c’è sicuramente oggi un chiaro eccesso dell’offerta rispetto alla domanda, si pubblica troppo, ci sono troppi editori a pagamento che campano sulle illusioni altrui e c’è troppa ingenuità da parte dei molti che hanno “un libro nel cassetto”.

Tuttavia il fenomeno è interessante, e il fatto che ci sia molta concorrenza non significa che chi ci crede davvero, e sogna di diventare uno scrittore, non ci debba provare.

Ma dobbiamo subito intenderci sul significato di un termine – “pubblicare” – che viene utilizzato abitualmente con accezioni tra loro molto diverse.

Se per “pubblicare” un libro si intende – in senso debole e ampio – semplicemente dare alle stampe un testo, qualunque siano le modalità con cui si arriva a questo risultato e qualunque siano gli esiti successivi, possiamo tranquillamente affermare che non è mai stato così semplice – nella storia dell’umanità – pubblicare un libro.

È sufficiente fare una breve ricerca su Google per scoprire innumerevoli possibilità di dare alle stampe un libro pagando o acquistando delle copie che l’autore cercherà poi faticosamente di vendere ad amici e parenti.

Ma è chiaro che un percorso di questo genere – oltre a non essere sorretto da alcuna forma di meritocrazia e di selezione – non può che condurre ad esiti letteralmente “penosi” dal punto di vista della distribuzione e circolazione del testo.

Se “pubblicare” un testo significa in qualche modo “renderlo pubblico”, è chiaro che distribuirlo ad amici e parenti equivale – in un certo senso – a non “pubblicare” il testo, ovvero a tenerlo confinato in una sfera pericolosamente contigua a una dimensione puramente privata.

Pubblicare” un libro – nel senso forte e più proprio del termine – significa dunque non semplicemente dare alle stampe un testo, ma darlo alle stampe con un editore VERO, che lo distribuisce nei negozi fisici e online e che consente quindi al libro di uscire dalla ristretta cerchia dei propri amici e vicini di casa.

E quando parliamo di “distribuire nei negozi fisici e online” intendiamo che il libro è procurabile – con i normali canali distributivi dell’editoria – da TUTTE le librerie, non semplicemente che è in vendita su amazon o sull’e-commerce dell’editore che l’ha stampato, e che l’editore che lo pubblica ha una struttura (editor, ufficio stampa, marketing, ecc.). In tutto questo – ci teniamo a precisarlo – di per sé non c’è nulla di valutativo: posto che è probabile che la gran parte dei testi che giacciono nei cassetti delle nostre case, o che sono stati pubblicati a pagamento, non sono dei capolavori e sono anzi – in genere – dei testi che oscillano tra il pessimo e il discreto (e su questo punto è bene invitare gli aspiranti scrittori a forme di autovalutazione più severe e a minori dosi di autoindulgenza e di vittimismo…), detto ciò può essere che ci sia un libro buono o potenzialmente buono che non è stato pubblicato o che l’autore ha auto-pubblicato.

Ma resta una constatazione: se anche il testo è buono, o addirittura ottimo, se non viene PUBBLICATO nel senso forte del termine (cioè con un editore vero), è come se non esistesse.

Se lo scopo di chi scrive è semplicemente quello di divertirsi e di fare partecipi di questo piacere alcuni amici e famigliari, non c’è nessun problema. Ma se chi scrive sogna ad occhi aperti di avere successo, poi pubblica a pagamento e – come è inevitabile – il libro non lo legge nessuno, è evidente che il risultato è soltanto la frustrazione.

Cosa fare dunque?

Se volete davvero scrivere, se ci credete davvero e avete lo scopo di pubblicare un VERO libro, i consigli – che ripetiamo sempre a voce ai clienti della libreria che si presentano come aspiranti scrittori – e che proponiamo qui per i lettori di Brianza Web, sono questi:

1) LEGGERE LEGGERE LEGGERE (chi non legge non ha senso che scriva, e se scrive senza leggere non ha consapevolezza di quello che fa e produrrà inevitabilmente qualcosa di mediocre, anche se rimarrà convinto in cuor suo di aver creato un capolavoro che il mondo “ingiusto” non comprende…)

2) FREQUENTARE SCRITTORI E ADDETTI AI LAVORI (è difficile emergere se non si cercano dei contatti e se si rimane chiusi nella propria stanza; è incredibile come spesso gli aspiranti scrittori non vadano mai alle presentazioni dei libri, mentre dovrebbe essere la prima cosa da fare, non solo per imparare qualcosa da chi ce l’ha fatta, ma anche per crearsi una rete di conoscenze e dei contatti importanti per muoversi in un mondo complicato come quello dell’editoria)

3) RIVOLGERSI A UN’AGENZIA LETTERARIA (mandare a tappeto i propri manoscritti alle case editrici non porta a nulla, ne arrivano troppi e non li leggono; è meglio rivolgersi a un’agenzia letteraria seria, che farà pagare per la lettura e selezione dei testi ma che poi – quando trova un testo interessante – ha la possibilità di farlo pubblicare da case editrici importanti)

4) FREQUENTARE CORSI E WORKSHOP SULLA SCRITTURA (tutti pensano di essere delle persone geniali ma la genialità è molto rara; in genere sono lo studio e i consigli degli esperti ad aiutarci a migliorare davvero, ed è importante partecipare a eventi come quello del 30 novembre con Andrea Di Gregorio in Libreria Torriani).

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