MOLTENO: Alessandro Villa di Brianza Sociale e il suo progetto musicale

MOLTENO: Alessandro Villa di Brianza Sociale e il suo progetto musicale

Oggi non siamo andati molto lontano, infatti la persona di cui parliamo è Alessandro Villa, un amico e un membro operativo di Brianza Web, fondatore e mente di Brianza Sociale.

Sarà Alessandro stesso a spiegarci che cerca un arrangiatore e degli investitori per portare avanti questo progetto, noi di Brianza web faremo il possibile per sostenerlo dato che come ripeto  oltre ad essere uno dei nostri è anche un amico.

Sono alla ricerca di un ragazzo giovane appassionato di musica col quale poter lavorare assieme ad un testo per me molto importante sul quale strutturarci attorno tutto un progetto audio-visivo le quali immagini hanno l’obiettivo di mostrare come vive nella propria pelle la propria condizione di disabilità fisica un ragazzo che, per questo, viene emarginato da una società che non lo percepisce correttamente…

In questi mesi, l’ho proposto ad una marea di gente ma, alla fine, oltre a tante belle parole, non si è mai fatto nient’altro, lasciando il regista Antonio Losa (http://www.antoniolosa.com/)con in mano i miei appunti per la realizzazione della parte video di questo progetto sociale molto importante che, adesso, se si riuscirà veramente a portare a casa, ci terrei assolutamente a far mettere in distribuzione da John Toso per Italian Way Music (http://www.italianwaymusic.com/it/).

Un progetto molto importante che, almeno a livello d’impatto emotivo, superai confini della presentabilità al Festival Di SanRemo!

A questo brano (ed al cortometraggio dal quale estrarremo le immagini da includere in quello che sarà il videoclip) ci tengo veramente tanto perché riassume anche un pochino ciò che vuol dire essere si disabili (fisici) ma non abbastanza a livello cognitivo per non accorgersi di ciò che accade attorno alle stesse vite di chi, quella propria “caratteristica” la vive con estrema sofferenza, soprattutto in una realtà sociale incapace di comprendere ed accogliere serenamente quelle “diversità” che potrebbero aiutare a sviluppare sensibilità e consapevolezza nei confronti di quelle persone che non ne ha colpa di come sono nate, spesso viste come un alieno o una nullità dai “soggetti bulli” che, di queste persone, ne fanno il proprio giochino del divertimento, a volte beffeggiandosi di loro con cattiveria, altre volte – invece – isolandoli come se non esistessero piuttosto che fare qualcosa per cercare di capirli, di avvicinarli e di fare qualcosa per integrarli nella società , cogliendo – così – l’occasione anche per rendersi davvero conto di quanto sono fortunati nel non vivere certe “condizioni mentali” che portano i soggetti portatori di questi “deficit” spesso anche a perdere il senso della vita.

Nei miei testi ho sempre riportato senza inibizioni la cruda realtà che i miei occhi hanno visto e/o vissuto in prima o in terza persona.

Mi viene spontaneo scrivere testi, così, dato che, spesso, ne condivido alcuni, più che altro per sfogarmi, per liberarmi da dei “grossi macigni” che mi pesano dentro l’anima e, soprattutto, per “raccontarmi” in una modalità diversa dal semplice post sui social, (pur non essendo compositore di professione). da poco, sono regolarmente iscritto come autore a SoundReef (http://www.soundreef.com/) al solo scopo di poterli tutelare (e non farmeli “rubare”, come so che è capitato ad altri ragazzi) ed ora, che ho capito che posso sfruttare tutto ciò per lanciare – nel mio piccolo – dei messaggi di grande importanza, credo sia proprio arrivato il momento di trasformare tutti questi “frangenti dolorosi” in un progetto positivo come quello che vorrei portare a compimento, raccontando il lato oscuro dell’Imbrunire di chi vive con la morte nel cuore.

Ma , alla fine, se scrivi un testo, percependo in modo forte sotto forma di brano musicale,, capisci che non può restare lì, “nel cassetto”, il problema si presenta quando – come nel mio caso – non hai studiato musica né canto ma una vocina dentro di te – senza alcuna presunzione –ti fa capire il potenziale che potrebbe avere, è propri da lì che desideri più di ogni altra cosa che quel testo diventi a tutti gli effetti una canzone e, molto umilmente parlando, credo che un testo come quello per il quale sto cercando chi mi aiuti a realizzarlo, è proprio uno di quelli che, secondo me, a prescindere dall’aspetto prettamente “commerciale” (che poco mi interessa perché – come ripeto – non faccio il paroliere di mestiere e Dio interferisca su chi osasse anche solo accostarmi a tale identificazione, soprattutto nel rispetto del grande Mogol – che ha abitato nel mio paese per tanti anni, sfornando dei pezzi per dei grandi artisti del panorama musicale), contiene davvero un messaggio di forte impatto emotivo, soprattutto per la tematica “tabù” come la disabilità, raccontata, spesso con inutile pietismo, distacco e pseudo-moralismo senza pudore da chi, molto probabilmente , non l’ha vissuta nemmeno in terza persona.
Uno dei problemi che – difatti – ho riscontrato nel proporlo anche a “voci” che si addicevano moltissimo al mio modo di scrivere, è stata proprio (e per fortuna esistono ancora persone così sensibili) la sincerità con la quale, a parte i complimenti per il testo, mi hanno risposto che non se la sentivano di interpretarlo, perché, pur giudicandolo davvero molto bello, non conoscendo direttamente la realtà della tematica e non volevano rovinarlo.

Ecco, quindi, che mi rivolgo ai lettori di Brianza Web nella speranza che il mio appello possa arrivare alla persona adatta a realizzarlo in collaborazione col sottoscritto,.

Per chi fosse interessato, mi può contattare su WhatsApp o chiamandomi direttamente al numero 392/7006202.

Intanto ringrazio di cuore!

Alessandro Villa

CATEGORIES
TAGS
Se hai bisogno informazioni o vuoi proporre una storia da pubblicare puoi farlo da qui.
Powered by