CANZO: Antonello Marieni  presenta “Il vino e le osterie in Brianza”

CANZO: Antonello Marieni presenta “Il vino e le osterie in Brianza”

Sabato 7 dicembre alle ore 21,00

Presentazione del libro presso la libreria Torriani  

La Brianza è sempre stata una terra ricca di vigneti fino al momento in cui nel secolo scorso la fillossera arrivò in Europa e cancellò la presenza delle viti in quasi tutto il territorio brianzolo.

Ecco perché è giusto ricordare quando le nostre terre, dice Antonello Marieni, autore del nuovo libro edito da GWMAX, erano ricoperte da verdi vigneti ed il buon vino briancesco allietava le mense di nobili e popolani.

Ma la storia del vino in Brianza ha origini molto lontane come è stato provato anche dai ritrovamenti archeologici risalenti al periodo romano in particolare vi è la testimonianza della presenza di un calcatorium, uno spazio riservato alla pigiatura, ed una cella vinaria ritrovata nell’insediamento agricolo di età romana scavato nella località di Schieppo a Pontelambro.

Tra le pagine del libro si potranno trovare alcune leggende della regina Teodolinda legate al vino, come anche il rito della vendemmia descritto dal Ravizza nel 1800 ed i brindisi in onore del buon vino scritti da Basilio Bertucci e Carlo Porta.

La copertina


Curiosa è la Panzaniga da l’Uga di Nanni Airoldi ed il racconto di Otto Cima delle trattorie milanesi fuori porta in cui si mangiavano gli asparagi. Mentre una carrellata singolare è dedicato alle osterie e trattorie erbesi che si trovavano particolarmente concentrate nella piazza del Mercato. Un capitolo curioso è quello dedicato ad alcuni fatti accaduti in alcune osterie del territorio e a personaggi famosi che le frequentarono.

Non poteva mancare l’Osteria di San Rocco ad Eupilio con il pittore Segantini, ma anche l’osteria Curioni di Asso con la storia del Conte Giovanni Verri in dolce compagnia della moglie dell’Oste. Brillante è anche la lettera che Carlo Porta scrive alla suocera Camilla Prevosti descrivendo il magro pasto consumato all’osteria del Leon d’oro a Pusiano.

Seducente ed intrigante anche la narrazione che avveniva all’osteria del falcone ad Alserio in merito ad Ismail Pascià, ospite in villa Cramer con tutto il suo harem, e alla fuga d’amore di Nasik, una sua concubina, con il giovane napoletano Pasquale.

Non poteva mancare il racconto della gita al Buco del Piombo fatta dalla Regina Margherita nel 1880 con la singolare fermata allo Zoccolo, luogo dove oggi rimane ancora visibile la bella scritta celebrativa che ne ricorda l’evento. Il libro si conclude con gli ultimi capitoli sulle ricette, i proverbi e le canzoni legate al vino tra cui una ballata scritta proprio dall’autore.

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