COMO: Un sabato sera a Livorno con Igor Protti e Bobo Rondelli all’Officina della Musica

COMO: Un sabato sera a Livorno con Igor Protti e Bobo Rondelli all’Officina della Musica

Bella Livorno è il ritornello di una delle più belle e toccanti canzoni (Madame Sitrì) di Bobo Rondelli e anche il titolo del prossimo appuntamento della rassegna Storie d’Italia dell’Officina della Musica di Como, che combina musica e cucina alla riscoperta delle regioni e delle città dei cantautori (sabato 25 gennaio).

E proprio Bobo Rondelli, cantautore simbolo di Livorno, sarà protagonista di una serata surreale insieme al calciatore Igor Protti, riminese di nascita ma entrato nel cuore e nella leggenda di questa città.

Livorno è città fiera, di mare, di porto, con i suoi eccessi tra malinconia e un’ironia portata all’estremo. Bobo Rondelli incarna tutto questo ed è diventato il cantautore per eccellenza della sua città, sorpassando perfino il grande Piero Ciampi, sicuramente uno dei suoi maestri e punti di riferimento che arrivano fino a Jacques Breil, Tom Waits, De Andrè, John Lennon e David Bowie. Bobo Rondelli è uno dei più grandi talenti della canzone d’autore italiana. Artista poliedrico, performer, poeta, attore, imitatore, chitarrista sopraffino, ha realizzato dischi straordinari a partire dagli stralunati esordi degli Ottavo Padiglione fino a Disperati, Intellettuali, Ubriaconi, in collaborazione con Stefano Bollani e Per l’Amor del Cielo, che gli sono valsi entrambi il Premio Tenco.

Il regista Paolo Virzì, oltre a scritturarlo come attore in molte sue pellicole, gli ha dedicato un intero film dal titolo L’uomo che aveva picchiato la testa.

Nel 2019 esce per Mondadori la sua prima autobiografia dal titolo Cos’hai da guardare?

Bobo Rondelli è nato e cresciuto nel quartiere popolare di Pontino della sua Livorno, dove vive tuttora.

Igor Protti è invece nato a Rimini e ha fatto la fortuna a suon di goal di tante squadre e città d’Italia, ma è con Livorno che si è dichiarato amore eterno, diventandone bandiera e leggenda.

Protti è un bomber, uno che è stato capace di diventare (l’unico insieme a Dario Hubner) capocannoniere di Serie A, B e C e il solo che sia stato capocannoniere di una squadra (il Bari) nell’anno della sua retrocessione, lasciandosi alle spalle campioni come Baggio, Batistuta e Weah.

Un bomber di razza, ma rigorosamente con la maglia numero 10, affascinato fin da bambino dai grandi fantasisti come Zico e Maradona.

Protti è stato un giocatore atipico, impegnato, profondo, testimonial dell’Unicef e da sempre vicino agli ultimi, per questo Livorno si è innamorata di lui conferendogli anche la cittadinanza onoraria.

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