Giovanni Ruggeri: uno spirito libero come la sua Arte

Giovanni Ruggeri: uno spirito libero come la sua Arte

Oggi incontriamo l’artista Giovanni Ruggeri e la sua “Arte libera” che non si limita ad essere un modo di dipingere, ma un vero e proprio stile di vita.
Gli abbiamo chiesto di raccontarci il suo percorso artistico ed ecco cosa ci ha risposto:

“Già da ragazzo avevo la passione per il disegno, a scuola me la cavavo bene ed ero anche creativo, infatti mi ricordo che senza conoscere gli artisti o la pittura astratta mi cimentavo con materiali e tecniche molto simili alle loro, suscitando una certa curiosità alla professoressa di educazione artistica.

Poi arrivarono gli anni 80, quelli delle grandi compagnie, ma anche quelli della trasgressione.
Io essendo piuttosto riservato preferivo usare il tempo libero facendo qualcosa che mi appassionasse.
Fu in quel frangente che mi venne la felice idea di iscrivermi ad un corso di disegno che si teneva a como presso la Scuola d’Arte e Mestieri Castellini.

Fortuna volle che il corso era tenuto da un grande Maestro, a mio modo di vedere il migliore nel suo settore, si trattava di Alberto Bogani affreschista professionista di chiese, che aveva anche avuto l’onore e l’onere di essere incaricato come super visore durante i restauri di alcuni affreschi della Cappella Sistina.

Negli anni successivi si alternarono al suo posto altri pittori affermati ed anche loro hanno dato un contributo alla mia formazione.

Finita questa bella esperienza con il gruppo di pittori lariano decisi frequentare la scuola d’arte di Cabiate, a mio parere un’ottima scuola.
Purtroppo dopo varie lezioni mi resi conto che dipingevo come mi insegnavano loro, snaturando il mio “spirito libero”, insomma, quelli che dipingevo non erano i miei quadri.

Una volta chiusa questa esperienza formativa, essendo innamorato del’arte
occupavo parte del mio tempo girando per musei in molte città, senza mai smettere di dipingere la sera.
Partecipai anche a qualche collettiva per le vie di Milano.

Un momento artistico importante per me fu l’incontro con il maestro Giuseppe Donghi che mi ha insegnato tanto non solo sulla tecnica, ma anche sul come muovermi nell’ambiente, ad esempio come allestire una mostra o tenere un corso con degli allievi.

Personalmente mi impegnavo molto, realizzavo molte copie su ordinazione dipingevo parecchio, ma ancora non avevo trovato il mio stile.

il mio percorso artistico è stato molto rallentato dalle vicissitudini della vita ma nonostante questo ho sperimentato molto, lavorando nel settore della falegnameria dove usavo colori e tecniche particolari, fino a trovare una giusta combinazione tra colore e disegno.

Finalmente avevo trovato il “mio stile”, da li in poi molte personali, collettive nelle piazze e organizzazione di mostre e corsi, il tutto curando in particolare le relazioni con altri pittori.

Non è importante per me essere un artista super quotato, ma essere un uomo libero come la mia pittura, soddisfatto di quello che faccio nel presente ed entusiasta per i progetti futuri”.






CATEGORIES
TAGS
Se hai bisogno informazioni o vuoi proporre una storia da pubblicare puoi farlo da qui.