I COMANDAMENTI DEL PERSONAL TRAINER: La motivazione alla pratica sportiva

I COMANDAMENTI DEL PERSONAL TRAINER: La motivazione alla pratica sportiva

Ciao a tutti come state?

Avete visto abbiamo avuto pazienza e con il tempo abbiamo ottenuto una piccola vittoria.

In questo periodo abbiamo avuto tempo per pensare, ora è il momento di cambiare, se prima eravamo sedentari adesso è il momento di alzarsi in piedi e iniziare a cambiare stile di vita.

Cosa spinge una persona a praticare sport?
Prima di tutto nella persona si deve attivare qualcosa che la porti a svolgere un’attività fisica e questo qualcosa è la motivazione.

Esistono tante motivazioni a praticare sport, ma ciò che le influenza è il rapporto tra ciò di cui ha bisogno l’individuo e ciò che gli offre l’ambiente che lo circonda, in altre parole, come esempio: rischio l’obesità con malattie annesse e ho delle persone qualificate che sono pronte a darmi un aiuto.

Lo sport è un’attività per libera scelta che si articola in tre momenti (Terreni e Occhini 1997):

Scelta: valutazione da parte del soggetto dei pro e dei contro dell’attività fisica
Decisione: risultato della scelta
Attuazione: è la pratica effettiva dello sport
Solo una persona motivata avrà la costanza di allenarsi due o tre volte a settimana, ma è fondamentale capire che questo individuo ha scelto di fare sport in base ad una valutazione dei pro e contro e ha trovato sufficienti motivi che lo spingono a fare sport piuttosto che a non farlo.

Quindi per questo ora vi chiedo di pensare un attimo a quali possono essere per voi i motivi a favore e quelli contrari.

Le motivazioni sono definite in primarie e secondarie (Antonelli e Salvini 1987). Le primarie sono gioco e agonismo.

Il gioco è un’attività praticata da tutte le persone a tutte le età e in tutte le culture, ma sopratutto ha finalità biologiche visto che aiuta ad alleviare lo stress.

Alla base dell’agonismo, invece, si colloca l’aggressività, non come cattiveria gratuita, ma attraverso lo sport si impara a indirizzare questa pulsione in modo innocuo. Poi è insito nel genere umano il confronto con altri individui, quindi non c’è da averne paura.

Le motivazioni secondarie variano in base alla personalità dell’atleta (Tamorri 1999) e sono raggruppate in quattro categorie:

1- Fattori psico-biologici

2- Fattori psicologici: l’atleta cerca di colmare delle esigenze di vario tipo

3- Fattori socio-culturali: senso di appartenenza, di affiliazione, sentirsi gratificati etc

4- Fattori psico-patologici: lo sport può prevenire o curare determinate malattie

Ovviamente gioca un ruolo fondamentale l’allenatore che deve essere in grado di stabilire una certa connessione con l’individuo, deve aiutarlo a entrare in sintonia con lo sport e farlo diventare un’abitudine di cui non si può fare a meno, per questo deve MOTIVARE la persona.

Per cui dopo aver letto l’articolo, soffermatevi un attimo sul motivo per cui avete iniziato a fare sport, come potete migliorare oppure quali sarebbero le motivazioni che vi dovrebbero spingere a iniziare un’attività sportiva, cosa vi blocca e a chi potreste chiedere un aiuto.

Sappiate che noi personal trainer siamo qui con l’obiettivo di rendervi felici, aiutarvi a migliorare e come supporto costante nella vita.

Dimitri

https://instagram.com/brokenbarbell123?igshid=11r65no1ckqzt

https://instagram.com/dimitrizappa_pt?igshid=1gfub1124o488

CATEGORIES