I RACCONTI DEL FILOCCA: 2° il fantasma femminile senza volto

I RACCONTI DEL FILOCCA: 2° il fantasma femminile senza volto

La sera però, quando lasciai lo studio, sentii palesarsi dentro di me una forza sconosciuta; è quella forza che sta nascosta nel profondo e che non sappiamo di avere, ma emerge improvvisamente in quei momenti: in quei momenti drammatici è lei che ci salva.

In fondo a ciascuno di noi alberga quella forza: chiunque ha provato momenti, forse periodi angosciosi e, se siamo qui, quella forza l’abbiamo conosciuta.

Allora entrai nel negozio e li comprai; ero l’ultimo cliente.

  • Solo questo? – domandò la giovane cassiera?

  • Sì.

  • Ma, se posso permettermi: perché di tre colori diversi?

Non sapevo cosa rispondere: l’avevo fatto d’istinto; faccio tante cose d’istinto senza rendermene conto. Risposi:

  • Perché… perché sono appassionato del colore.

Nel consegnarmi lo scontrino con il resto la cassiera mi sorrise: chissà cosa avrà capito: forse niente, forse tutto.

A casa li misi sulla piastra bollente: tre peperoni, uno verde, uno giallo, uno rosso e subito si sparse per la cucina quel piacevole sentore di “bruciaticchio” che a me fa venir fame… e sete. Allora scesi in cantina e presi una bottiglia di Sangiovese, quello che, invecchiato tre anni in botte di rovere, a Montalcino, può farsi chiamare Brunello, il regale Brunello. Nella mia cantina un vino non resiste oltre uno, al massimo due anni: le figlie, i loro uomini, le loro amiche, i miei amici, i pochi rimasti: pochi ma beoni.

Il Brunello Incompiuto era comunque molto buono e poco dopo quando mi coricai, con la bocca un po’ impastata devo dire, mi addormentai quasi subito.

Ed ecco: Magia, Magia!!!

Il sogno riprese al punto in cui si era interrotto: prima un puntino indistinto in lontananza, dai lineamenti evanescenti, sfumati; poi più grande, sempre più grande, una sagoma dai lineamenti sempre più definiti, una figura riconoscibile, poco lontano da me, vicino a me, accanto a me:

– Hai visto che sono tornata? Sono stata via per poche ore, ma tu eri troppo triste e non me la sono sentita di sparire per sempre. Sono ancora qui a tenerti compagnia.

– Pensavo che non ti avrei mai più rivista…

Ci sono momenti in cui basterebbe poco: il flebile tocco di una mano amica, un sorriso; la mano amica non c’era, il sorriso neppure, ma la magia dei peperoni alla piastra, quelli che hanno dato il titolo al mio romanzo autobiografico, si era rinnovata. Il Fantasma Femminile era tornato, era di nuovo con me; anche se di nuovo senza volto, era comunque presente in tutta la sua pregnanza ed io non mi sentivo più tanto solo.

Misteriosa la sensazione che provai.

Gin, vermouth rosso, bitter Campari, tre personalità ben distinte, miscelate un terzo un terzo un terzo, danno origine ad un quarto sapore nuovo, ben definito, dalla spiccata personalità del tutto diversa da ciascuno dei tre componenti: un genio ha creato il cocktail Negroni (a Firenze nel 1920).

Sorpresa dolce, Tenerezza infinita, Gioia grande, tutte e tre miscelate insieme in un’unica sensazione meravigliosa, difficile da definire, ma ben definita: è la sensazione che provai.

Non riuscii a trattenermi:

  • Ma tu, dimmi… – poi esitai; temevo la risposta; ma quella risposta la dovevo avere!

  • Ma tu, dimmi: un giorno avrai di nuovo un volto, due occhi…

(continua e si conclude domani)

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