I RACCONTI DEL FILOCCA: Ci sono momenti in cui…

I RACCONTI DEL FILOCCA: Ci sono momenti in cui…

Da 10 giorni solo in casa,

nella cucina rischiarata solo dalla fiamma guizzante nel caminone,

non smetto di sognare:

quei momenti lenti, quelle emozioni intense.

Ci sono momenti in cui…

Ci sono momenti in cui senti l’anima sciogliersi nel nostalgico mistero di un incontro.

Ci sono momenti in cui due occhi, due occhi azzurro chiaro con pagliuzze d’argento sono di fronte a te e tu di quegli occhi cogli il tenero desiderio d’amore: amore da ricevere, amore da dare.

Ci sono momenti in cui vorresti baciare quegli occhi, avvolgerli con tutto il calore che ti senti dentro e sussurrare poesie.

In quei momenti tu non sei con lei, sei con la sua anima.

Percepisci la sua dolcezza, la sua fragile forza, il suo toccante anelito a sogni ancora incompiuti; cogli lo sforzo accorato con cui lei sta lottando contro il vuoto lasciato dalle delusioni; in quei momenti volteggi con lei in quel vuoto, le sei vicino, le tieni la mano, vorresti fare qualcosa…

Sì: in quei momenti tu faresti qualunque cosa per vedere volgere al sorriso pieno quegli occhi, quei bellissimi occhi velati talvolta da un’ombra di mestizia.

Chiuso in casa ormai da dieci giorni guardavo la fiamma che nel caminone della cucina si divincolava fuggendo verso l’alto; un dolce tepore contrastava il freddo umido di quella sera, un freddo che era penetrato fin all’interno della casa: un freddo indotto anche dai drammatici avvenimenti che tutti stavamo vivendo

Seduto sulla panca, le gambe appoggiate al piano del camino, i piedi al caldo, nella mano un bicchiere di cognac scaldato al fuoco, sentivo la mia anima sciogliersi, sentivo l’ossimorica sua lontana vicinanza.

La fiamma in un camino accesa:

nelle faville leggo pagliuzze d’argento

sprigionarsi da occhi che mi guardano.

Io l’amo… chi?

Sono solo…

no, non sono solo.

Sono solo…

No, non sono solo:

con me i miei pensieri,

i sogni, i valori, i miti di sempre,

le mie rinunce, le mie felicità,

le mie fantasie reali.

Non sarò mai solo.

In quel momento magico lei era con me. Avrei voluto allungare una mano ed accarezzarla delicatamente; avrei voluto parlarle sottovoce di fantasie e di sogni. Avrei voluto dirle di quel calore che sentivo dentro.

Ci sono momenti in cui, se nel silenzio immoto di uno spazio rischiarato solo dalla fiamma guizzante in un camino improvvisamente senti una voce, non ti stupisci, non ti spaventi: è la voce di un angelo alle tue spalle che ti parla:

  • Buttati!

  • Dove? Verso l’ignoto?

  • Che ti importa di quello che incontrerai?

  • Ma io non la conosco.

  • Sei sicuro di non conoscerla?

  • Già, è come la conoscessi da sempre.

  • Cosa senti? Sii sincero.

  • Io… è come se un filo sottilissimo… qualcosa di misterioso mi lega a lei, anche se lei non lo sa, anche se non l’ho mai incontrata, anche se non ho mai sentito la sua voce, anche se non so chi sia, anche se forse… anche se forse lei neppure esiste: è una sensazione strana; è come se il nostro contatto fosse un contatto reale, un incontro, un incontro magico scritto da sempre nelle pagine del cielo.

  • Lei invece non te lo dirà mai, forse non l’incontrerai mai, forse neppure sentirai mai la sua voce, ma anche lei ha bisogno di essere amata: di un amore vero però, di quell’amore che si confonde col profondo voler bene, coll’adoperarsi per la felicità dell’altro ancor più che per la stessa propria felicità; l’amore di chi sta attento a non ledere mai la sensibilità dell’altro. E’ l’amore di chi ama oltre i confini.

Te la senti di rischiare dandole…

  • Dandole cosa? Tutto me stesso? Ma io… io non so neppure chi sia, non so neppure se esiste veramente; è forse solo il Fantasma Femminile senza Volto che mi accompagna fin dalla prima adolescenza, il mio sogno di donna.

  • E se quel fantasma assumesse un volto, due occhi, due occhi azzurro chiaro con pagliuzze d’argento?

Ci sono momenti in cui ti pervade un sentore imprecisato, tenero e toccante; ed allora guardi guizzare verso l’alto la calda fiamma amica e sorridi senza voltarti all’angelo che ti parla.

E lui sorride a te, senza farsi vedere.

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