I RACCONTI DEL FILOCCA: Erminia è la terza delle mie DONNE TRASPARENTI

I RACCONTI DEL FILOCCA: Erminia è la terza delle mie DONNE TRASPARENTI

Ancora non ci hanno vietato di sognare ed allora:

Erminia è la terza delle mie DONNE TRASPARENTI.

Delle altre dieci vi parlerò le prossime domeniche

Erminia

Due per uno non fa due, ma fa Erminia; meglio dire, invertendo, <Erminia fa> perché un’erminia fa, un’erminia pensa, dualezza insanabile,

int Ermin abile. Abile nella non facile arte dei due volti.

T’incontra con la tua bimba passeggiando: “che bella bimba ! ” dice sorridendoti Erminiafa, “chissà quant’è lagnosa !!! ” dice in silenzio Erminiapensa.

I mille frammenti di felicità non la scuotono: i coriandoli colorano la vita e lei invece pensa che sporchino il suolo. Questo pensa, ma cosa fa? LEI SCOPA. Scopa spesso i coriandoli, ma non ti fa felice: scopare i coriandoli, anche per molti uomini, non sempre è tutto nella vita.

Inoltre neppure si accorge che i coriandoli e gli uomini sono di tanti colori diversi; lei esiste da sempre, secoli prima dei film in bianco e nero. A quei tempi è rimasta, pur avendo vissuto tanti eventi: al bianco e nero. E il colore?

Conosce solo la porpora del cardinal errante. Per essere bella le manca il sorriso sincero; è carina, non bella. Si colora di porpora del cardinale quando qualcuno le dice :”sei carina”. In quell’istante appare il colore perché fra le due non c’è più dualezza insanabile, int Ermin abile (ho proprio scritto due volte “dualezza” perché mi piace pensare di aver diritto alla licenza poetica come i grandi scrittori). In quel momento entrambe, Erminiafa ed Erminiapensa, sono convinte di essere “carina”: in ciò non è dissimile dalle altre donne. In ogni caso non pensa mai di essere meno carina dell’irraggiungibile Eupilia che sta nell’altro cesto di parole.

Dell’irraggiungibile Eupilia dice che ha l’alluce valgo, quello che ben nascosto nella scarpa nessuno ha mai visto.

La famiglia non le ha insegnato che anche le piccole gioie della vita vanno assaporate e non trangugiate; sicché l’uso indiscriminato di champagne e caviale le hanno prodotto una patologia rara di cui non si è mai sentito, né prima né dopo di lei: il colesterolo espanso.

Un giorno lontano o vicino ha incontrato l’uomo con cui si è a lungo accompagnata, un uomo armonico al bianco e nero, un uomo grigio: “mi affascina la tua intelligenza” gli ha detto sorridendo Erminiafa; “Piuttosto che niente” ha detto in silenzio Erminiapensa. In quegli anni i coriandoli di felicità sono stati scopati via del tutto, lasciando il suolo intensamente intonso: almeno ne avesse tenuto uno, il coriandolo del buon ricordo, magari color porpora del cardinale.

Non avrei mai potuto innamorarmi di Erminia anche se, dicono, scopa bene, scopa bene i coriandoli.

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