I RACCONTI DEL FILOCCA: Ersilia – la donna del nonsogno

I RACCONTI DEL FILOCCA: Ersilia – la donna del nonsogno

Tredici raccontini, tredici donne che hanno colorato la mia vita, tredici trasparenze.

L’ultima: “quel mattino la strappai con dolore dal mio cuore: fu una liberazione, ma…

un lembo, un piccolo lembo ci è rimasto impigliato e talvolta pulsa ancora”

A lei ho dedicato un libro:

LE DONNE TRASPARENTI

Nella mia rubrica domenicale verrà pubblicato un raccontino al giorno.

Ecco le donne: tutte cominciano per “E” meno una, Laurizia, “la donna su” che vuole distinguersi dalle altre:

Ersilia la donna del nonsogno

Eupilia la donna bella

Erminia la donna falsa

Eulalia la donna pettoruta

Eugenè la donna ricca

Eutanàsia la donna che spenna il pollo senza farlo criare

Elettra la donna manager

Emyssa la donna tenera

Elène la donna scienziata

Elligenzia Int la donna intelligente

Elibetta la donna positiva

Laurizia la donna su

Eraclidea la donna filosofa

E L’Amore

1 – Ersilia

Si chiama Ersilia la donna dei miei sogni, ma non lo è.

Veste Marise Perusia in veli trasparenti azzurro cielo. Anche se avvolta solo in veli trasparenti non ti vien di possederla, perché pure lei è trasparente. La incontro spesso quando la cascata di perle diventa muta ed il suo suono intenso è percepito solo dal mio cane che mugugna di gioia: i cani percepiscono gli ultra e noi stupidamente li trattiamo come fossero inferiori.

Mi piace molto accarezzarla e pure lei ne gode. So come accarezzarla e lei sa che io so.

Quando l’accarezzo sento il nulla sotto le mie dita perché appunto è trasparente, ma l’orgasmo è dietro la porta per entrambi; che ci faccia dietro la porta è per noi un mistero, ma lasciamolo lì e non indaghiamo per rispetto di lui. Io scendo giù partendo dal fianco magro eppure sodo: talvolta arrivo fino al piede passando per l’interno coscia. Arrivato all’alluce sento che lei mi sente; freme un poco, solo un poco e la sua gamba destra che non si vede solo un poco si dischiude: quel poco più del tanto è tanto, tanto eccitante, tre volte tanto, quattro con questa.

Meno la vedo e più mi sorride (il meno e il più vanno d’accordo, come il nulla e l’infinito).

Ersilia è di quelle donne che sempre sorridono e mai ti guarda in cagnesco, eppure il cane ne è affascinato. Il suo è un sorriso nonsorriso, come avviene nei sogni. Muovendo le labbra lentamente, l e n t a m e n t e per parlarmi, ne esce musica che è suono d’arpa, tal che ti direbbe da dire che lei è vera: tanto misterioso è il suon dell’arpa.

Ho provato a parlarle, ma è avvenuto un fatto strano: prima s’udivan le parole e poi le pronunciavo muovendo le labbra. Lei rideva del mio stupore quasi per prendermi in giro, ma non osavo chiederle la spiegazione dell’arcano: so però che lei sa quello che io non so.

Ersilia mi accompagna da sempre e non so dire se prima era fanciulla sedicenne ed ora è donna fatta: forse è stata, è e sarà una fanciulla fatta, fatta di erba e di miele trasparente. Di solito compare quando finisce il sogno e devo alzarmi per andare a lavorare: per questo non posso dire che è la donna dei miei sogni.

Semplicemente è lei, è Ersilia ed io l’amo.

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