I RACCONTI DEL FILOCCA: I acambiai a inn danè (Le acambiali sono soldi)

I RACCONTI DEL FILOCCA: I acambiai a inn danè (Le acambiali sono soldi)



La moneta circolante in Brianza negli anni sessanta erano le cambiali; i commercianti seregnesi ne avevano cassapanche piene.
Se vi pagavano con una cambiale vi accorgevate che sul retro vi erano le firme di molte “girate”. A volte vi era addirittura attaccato un foglio di prolunga perché le firme di girata non ci stavano più.
Un’economia allo sfascio?

No, tutt’altro. Se la cambiale non veniva pagata da chi l’aveva emessa, si andava da chi ce l’aveva girata e questi pagava subito in contanti, riservandosi di farsi pagare da chi l’aveva data a lui; così si risaliva fino al primo: il problema rimaneva per il primo che l’aveva ricevuta improvvidamente.

Il detto condiviso era: “I acambiai a inn dané”, cioè le <acambiali> sono soldi.

Molti le chiamavano <acambiali> perché tratti in inganno dal modulo di compilazione che riportava prescritto: “pagherò per quest………..….”; loro aggiungevano la “a” cioè “pagherò per questa. cambiale .” per cui pensavano che la corretta dizione fosse < acambiale >.

Simpatica ignoranza, cui faceva da riscontro un singolare senso degli affari.

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