I RACCONTI DEL FILOCCA: Il Brianzolo Lapidario

I RACCONTI DEL FILOCCA: Il Brianzolo Lapidario

10 IL BRIANZOLO LAPIDARIO

Il brianzolo nelle sue valutazioni è lapidario, esprime cioè giudizi con una risolutezza che non ammette repliche.

Piera e Franca parlano di una loro amica, la bella Gianna.

  • Pensa di essere tanto bella, ma a me pare sia come tante altre di noi.
  • Si dà un sacco di arie.
  • I suoi occhi azzurri sono acquosi, slavati.
  • Anche il fisico non mi pare gran che: normale, anche se è alta.
  • Piuttosto la Luigia: è alta quasi come lei, due begli occhi, capelli castano chiaro: Luigia piuttosto è una donna bella!

Carlo, detto CarlinÖ, ascolta distrattamente quel dialogo fra donne: “Certo che prima di ammettere che Gianna è una gran bella donna si farebbero ammazzare…e per camuffare la loro invidia fanno diventare bella persino Luigia che è del tutto nella media”.

Piera gli si rivolge per avere la conferma che anche per lui Luigia sia una bella donna, giusto per avere la conferma indiretta che Gianna non lo sia:

  • Al te par no anc’a ti, CarlinÖ, che la Luigia a l’è una bela dona? Un bel fisic, dü bei Öcc… (non sembra anche a te, Carletto, che Luigia sia una bella donna? Un bel fisico, due begli occhi…)

Lapidario Carlo:

  • Al sarà anca inscì, ma qui bell a in fà diversament” (sarà come dite, ma quelle belle sono fatte diversamente).
  • Ma dai Carlo: cuma te sé sufistic! E qui brutt? (come sei “sofistico”, schizzinoso! E quelle brutte?)

Lapidario ed epigrafico:

Zucc e don brüt ghe n’è dappartütt. (zucche e donne brutte ce ne sono dappertutto)

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