I RACCONTI DEL FILOCCA: Il Leone, la tigre, il cerbiatto

I RACCONTI DEL FILOCCA: Il Leone, la tigre, il cerbiatto

A San Valentino avete conosciuto Marco, il mio personaggio, proprio il giorno in cui mi si è rivoltato contro: “anche i personaggi hanno un’anima”.

Vogliamo conoscerlo di più?

IL LEONE, LA TIGRE, IL CERBIATTO

La giovane maestra chiese:
– Quale è il vostro animale preferito?
– Il leone – rispose subito Claudio – perché è il più forte di tutti.
– E tu Domenico?-
– La tigre, hanno tutti paura di lei; va a caccia e se trova un branco di…
– E tu Marco?
Marco esitava.
– Marco!?
Marco esitò ancora un poco… poi pressato dalla giovane maestra rispose:
– Il cerbiatto.
– Il cerbiatto???- ripeterono ridendo i compagni voltandosi verso di lui.
– Il cerbiatto? – domandò la giovane maestra avvicinandosi a Marco-

perché il cerbiatto? Cosa ti piace di lui?
Ancora un’esitazione…
– Mi piacciono i suoi occhi.
La giovane maestra sorrise intenerita e non potè far a meno di allungare una mano per accarezzare la testa di quel bambino intelligente e sensibile.

Era proprio così: più che dalla forza del leone o dall’audacia della tigre Marco era stato affascinato dello sguardo tenero del cerbiatto raffigurato su una figurina. L’aveva messa sul suo comodino quella figurina un po’ sgualcita e spesso, prima di addormentarsi, si soffermava a guardarla.
Dietro quegli occhi si aprivano abissi di tenerezza. Quegli occhi non erano uguali agli altri: erano occhi buoni, teneri, intensi, volitivi, sensibili, sognanti, non privi però di una certa forza interiore; nascondevano un mondo misterioso, affascinante.
Quando Marco incontrò gli occhi di Annie provò la stessa commozione di quando era bambino: quegli occhi erano occhi buoni, vivi, teneri, volitivi, sensibili, occhi che sognano, occhi non privi di una certa forza interiore…occhi da cerbiatto.

(da ANCHE GLI UOMINI SOGNANO)

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