I RACCONTI DEL FILOCCA: L’Uratori

I RACCONTI DEL FILOCCA: L’Uratori

L’URATORI

Negli anni settanta, in Brianza, la domenica andavamo tutti all’ “uratori”, all’oratorio.

Nei pressi dell’ingresso un ambulante che parlava solo dialetto vendeva su una bancherella anicini, tiramolla, liquerizia e farina di castagne (la farinèta). Con la moneta che mi aveva dato la mamma io comperavo la liquerizia e la facevo durare per almeno un’ora.

Quelli che si ritenevano più avanzati comperavano invece una scatoletta di anicini: li mettevano con l’acqua in una piccola bottiglia dove c’era stata un’aranciata e passavano il pomeriggio a “sgigutala”, cioè ad agitarla. Dopo un certo tempo di trattamento il liquido diventava marroncino e loro lo bevevano tutti contenti, guardando noi con aria di superiorità.

I “maestrin dell’uratori” erano ragazzi più grandi preposti a mantenere l’ordine fra noi ragazzini scatenati che giocavamo nel cortile: intervenivano a sedare le frequenti risse e non si facevano problema di mollare talvolta qualche “sgiafùn” (scappellotto) per ridurre alla ragione i più scalmanati. In aule al chiuso tentavano di insegnarci i primordi del catechismo, in un clima di distrazione collettiva.

Alla funzione in chiesa il prete, incapace di sedare il continuo brusio del nostro ininterrotto parlottare, faticava a farsi sentire quando dal pulpito cercava di spiegare cosa dovevamo fare e cosa no.

Il momento clou della giornata era la proiezione di un film di cowboy nel vecchio cinema. Impossibile cogliere i dialoghi nel fragoroso vociare.

Ul Prefèt dell’uratori, un adulto che collaborava col prete nell’educazione di quella masnada di scatenati, commentava spesso le scene del film, forte di averle già visionate il giorno prima per tagliare i pezzi di pellicola dove si poteva vedere un bacio. Talvolta però sbagliava:

  • Ragazzi, ricordate che il bene trionfa sempre – diceva: una frase apprezzabile, che però talora veniva profferita proprio quando il “buono” le prendeva di santa ragione. Interpretando il sentimento unanime qualcuno gridava nella sala:
  • Prefèt, va a dà via ul cü!

Il culmine dell’entusiasmo si verificava quando il Quarto Cavalleggeri nordisti interveniva a massacrare gli indiani, liberando l’eroe dall’assedio: tutti picchiavano ritmicamente coi piedi sul pavimento, formato da vecchie assi di legno, e gridavano a squarciagola:

  • I nost! I nost! I nost! (i nostri!)

A casa la mamma domandava ansiosa:

Come è andata oggi all’oratorio?- ed io le raccontavo con entusiasmo la trama del film per quello che ero riuscito a capire.

 

Commenti

M.S. E siamo cresciuti bene, con dei Valori Forti e una cultura del sacrificio per realizzare qualcosa nella vita…..

L.P. C Io ci vado ancora

P. C. Mi son nassuu in del ‘91, a l’oratori ghe sont andaa dal 1999 in pœu.

S. M. Un cinema, gazzosa con stringa di liquirizia ad uso cannuccia e mottarello fiordifragola: il tutto a 200 lire.(anno 1968).

M.N. Vero!

F. F. Io compravo topo gigio; era fatto tipo macmellow, che buono! Con una cornicetta di zucchero e la collana pure di zucchero

F.B. Io la liquirizia con la castegnacc

T.L. Chi l’é ca sa regorda ul castagnaccio?

M.T.C. Buono il castagnaccio con la requilizia 😋

G.F. La riquilizia con la farina di castagne

G.C. L’è’ propri vera

P.B. Oratorio e scout.

S.B. Mi u fa anca la maestrina

M.F. Brava Silvana. Complimenti !

V.F.M. Io mi ricordo ke prendevo una bustina di farina di castagne e una liquirizia: bei tempi..

R,V. A Costamasnaga c’ era una persona speciale che riusciva a coinvolgere anche i più vivaci attraverso lo sport , poi si è dovuto trasferire a Molteno e tutto finì: ‘ adesso quasi tutti quei ragazzi vivaci sono al cimitero: se c’era ancora quella persona forse non finiva così!!! Quella grande persona si chiamava : Elio! Scusate se sono stato lungo, ma questo dice a cosa serve l ‘ oratorio

M.C. Bravo Riccardo: sono cose che abbiamo veramente provato e che sono rimaste nella nostra memoria.

M.T.C.Vero👋

P.M.C. Per la verità io all’oratorio non andavo, non mi piaceva. Sono andata solo x la dottrina di Prima Comunione e Cresima.

P.V. Io ci vado ancora e tuttora mi diverto

M.M. Si, poi veniva ul murus a prendermi, perché l’uratori l’era divis: quel di tusan e quel di bagaj!

G.M.Si, c’era quello femminile e maschile: noi dalle suore e i maschietti dai preti 🤣🤣🤣

M.T.T. Si timbrava il tesserino della presenza, si dava un’offerta “ strappata” dalla piccola mancia che usavamo per comprare la stringa di liquirizia con la caramellina colorata al centro e la gassosa

V.N.i Ogni domenica pomeriggio

D.D. Non c’era scelta purtroppo…

E.C.Perche’ purtroppo? A me piaceva.

D.D. Io scappavo dalla finestra bassa che c’era (io, mia cugina e una amica): sono sempre stata molto vivace e mi annoiavo facilmente

E.O. Al San Rocco di Seregno da 6 anni fino a 14 anni… poi mi sono traviato

M.M. Vero

M.T.C. Eravamo contenti con niente , andavamo tutti d’accordo, bei tempi 😀

V.N.i Ogni domenica pomeriggio

A.P. Certamente e guai se non si andava

A.G. Però…verso i 12/13 anni per me era una prigione: si doveva aspettare l’orario d’uscita perché i

cancelli erano chiusi

M.L.Sono andata poco.

L.S.Mia mamma doveva venire a prendermi xché non tornavo mai a casa

W.B. È una cosa che non dimenticheremo mai.

M.F. E ricordate il film di cow boy?

G.F. Si, ma io ho sempre tifato per gli indiani. Bei tempi: quando si poteva giocare per la strada e passare da un cortile all’ altro senza proble. Mi inseguivano sempre perché ero l’ indiana che doveva essere catturata!!!!!😂😂😂😂A volte mi chiedo se è stato tutto vero: eravamo davvero felici e non ho settant’anni

A.T. Il momento clou durante la proiezione del film western era l’arrivo della cavalleria che faceva fuggire gli indiani, in tutta la sala si sentiva un grosso applauso!!! Che bei tempi.

Io compravo una cannuccia di liquirizia e una farinetta di castagne e molto spesso aspirando la farina di castagne mi andava di traverso e tossivo per dieci minuti!!!

E.O. Nei film western (vecchio cinema all’oratorio san Rocco di Seregno) film allora rigorosamente in bianco e nero, c’era un attore che ci faceva impazzire: lo chiamavamo ul Cicat; quante risate e quanti ricordi!

M.F, Siii: Cicat. Lo chiamavamo così perché sputacchiava sempre ed era nelle nostre unanimi simpatie

O.G. Liquirizia e gazzosa rigorosamente in bottiglia di vetro a rendere: eravamo già green allora. Partite di pallone infinite, calcio balilla o calcetto e scambio o giochi con le mitiche figurine panini di calcio

Maschi rigorosamente separati dalle femmine ….poi crescendo ci si cercava😉…catechismo rigorosamente in silenzio pena la “multa” in fin della fiera passava la domenica

C.V.Era così… ed eravamo felici!!!!

I. B. Vero

G.L.Molto più felici

solo chi ha vissuto davvero quei tempi può capire!!!!!!

Cristina Vaghi …era così… ed eravamo felici!!!!

Irene Bertocco Vero

Giuseppina Livieri Molto più felici

P.B. Io compravo una cannuccia di liquirizia e una farinetta di castagne e molto spesso aspirando la farina di castagne mi andava di traverso e tossivo per dieci minuti!!!

M.M. Anch’io!!!

M.S.Ugualeee!!

R.B.Anch’io

L.N.Anch’io

C.D.B.Anch’io

S.O. Lo odiavo l’oratorio.. troppo popolare.. e tristemente cattolico

F.S.Ma come puoi giudicare se non sai cos’è l’oratorio? Tu non hai mai frequentato l’oratorio che viene descritto

F.F. Io compravo topo gigio era fatto tipo macmellow che buono e una cornicetta di zucchero e la collana di zucchero

F.B.Io la liquirizia con la castegnaccia

D.P.La stringa di liquirizia come cannuccia nella gazzosa 🤪🤪🤪🤪

M.B.Bei tempi: la liquirizia con il rossetto.

O.G. Liquirizia e gazzosa rigorosamente in bottiglia di vetro a rendere: eravamo già green allora. Partite infinite di pallone, calcio balilla o calcetto, giochi con le mitiche figurine di calcio, scambi figurine.

M.O.Maschi rigorosamente separati dalle femmine ….poi crescendo ci si cercava. 😉 Catechismo rigorosamente in silenzio pena la “multa”: in fin della fiera passava la domenica.

G.F. MARIO sei un mito !!!!!!! Con la Brianza nel cuore ed orgogliosa d esserlo, tu me lo fai battere ancora di più. Mi perdo nei tuoi commenti e ricordi. Un grande!!!!

M.F. Grande Giovanna! Tu capisci anche le finezze.

G.F.Solo chi ha vissuto davvero quei tempi può capire!!!!!!

C.V. Era così… ed eravamo felici!!!!

I.B. Vero! G.L. Molto più felici.

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