Lago del Segrino: Marco Galli il cantautore “senza fili”

In questa prima domenica di febbraio voglio fortemente consigliarvi di andarvi a vedere un video o di acquistare il libro di Marco Galli, cantautore di Desio incontrato questa mattina sul Lago del Segrino che mi ha colpito sia per i suoi pezzi che per la storia che mi ha raccontato:

Da bambino sentivo la nonna cantare e lo faceva molto bene, poi essendo stato bimbo negli anni 70 dentro di me e entrata la musica di un certo tipo, erano gli anni dei cantautori che hanno segnato per sempre il mio modo di vedere, sentire e scrivere la musica.

Alle scuole medie Augusto Guido di Savona ho avuto la fortuna di avere come insegnate di musica il professor Amelio che ci faceva ascoltare e comprendere i grandi come Gershwin e Cjaicowsjy.

Poi ci fu un fattore scatenante, l’uscita dell’album “Burattino senza fili” di Edoardo Bennato linguaggio che entrava con il mio modo di essere, spiega la società e i suoi trabocchetti.

I primi gruppi musicali da ragazzo anni in cui ci scambiavamo i dischi e da li mi arrivarono alle orecchie gli altri cantautori.
Serate con il gruppo fino allo scioglimento dovuto all’abbandono del bassista che intraprese  una brillante carriera di pilota d’aereo.

L’amore per quella che sarebbe poi diventata mia moglie mi portò in Brianza, avevo intenzione di metter su famiglia quindi intrapresi la professione per la quale avevo studiato, l’odontotecnico consapevole di aver optato per il piano b.

Il fattore scatenante che mi ha fatto tornare nel mondo della musica e della scrittura è stata la perdita di entrambi i miei genitori nel giro di pochissimo tempo.
La mia prima reazione per uscire dalla tragedia fu quella di scrivere, scrivere e poi scrivere ancora, da quel momento non mi sono più fermato.

Ho scritto in poco tempo così tanto da farcene un libro, titolo: “Dal mio punto di svista”.

Ho preso la decisione di mollare la professione di odontotecnico per seguire il mio percorso di autore e cantautore e nel 2018 ho avuto la soddisfazione e l’onore di arrivare alla finale del Premio Bertoli circondato da tanti professionisti con il brano “La danza del tempo” un pezzo scritto in liguria qualche anno prima, che sin da subito mi aveva dato la sensazione di essere una canzone di quelle che lasciano il segno.

Oggi continua a scrivere e a cantare, è appena uscito il mio ultimo video per il brano: “Come tante candele” che ha ricevuto molte critiche positive.

Presto mi esibirò per selle serate organizzate da associazioni benefiche, un modo come un altro per fare del bene ed essere sempre sul pezzo.

 

Marco sei bravissimo
Andrea Fiore

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