Le app al femminile condividono dati con Facebook – Privacy violata!

Le app al femminile condividono dati con Facebook – Privacy violata!

Una recente ricerca ha rivelato che alcune applicazioni per monitorare il ciclo mestruale inviano a Facebook dati e informazioni personali sulla salute e le abitudini sessuali delle donne che ne fanno uso.

La violazione della privacy  che Privacy International ha scoperto e immediatamente condiviso con BuzzFeed News.

L’indagine ha portato alla luce come alcune app per monitorare il ciclo mestruale, come Mia Fem e Maya, avrebbero condiviso i dati riguardanti l’uso di contraccettivi, i tempi del ciclo mestruale, i sintomi registrati come crampi e gonfiore, direttamente con Facebook.

Queste app sono tra le più scaricate poiché permettono, oltre a tenere sotto controllo la data di inizio e fine del ciclo, di monitorare il periodo di ovulazione permettendo così di aumentare le possibilità di concepimento.

I dati sarebbero stati condivisi con Facebook tramite il Software Development Kit (Sdk) del social network che permette agli sviluppatori di raccogliere i dati degli utenti al fine di utilizzarli per mostrare loro degli annunci pubblicitari mirati e personalizzati.

Delle 36 app che abbiamo testato, abbiamo riscontrato che il 61% di loro trasferisce automaticamente i dati su Facebook nel momento in cui un utente apre l’app”, scrive Privacy International sul report. “Ciò accade se l’utente ha un account Facebook o meno e se è connesso a Facebook o meno”.

Delle applicazioni testate quelle che non condividono dati con Facebook sono: Period Tracker di Leap Fitness Group ; Period Tracker Flo di Flo Health, Inc.; Tracker Period da Simple Design Ltd.; Clue Period Tracker di Biowink; Period Tracker di Gp International Llc.

Facebook dichiara che al contrario di quanto riportato da BuzzFeed, i nostri termini di servizio proibiscono agli sviluppatori di inviare dati sensibili legati alla salute degli utenti e, se veniamo a conoscenza che non è così, prendiamo provvedimenti contro di loro. Inoltre, il targeting pubblicitario basato sugli interessi delle persone non fa leva sulle informazioni raccolte dalle loro attività attraverso altre applicazioni o siti web.

Fonte: wired.it

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