LETTERE DA ZANZIBAR: 45 minuti caldi a Zanzibar di Enzo Santambrogio

LETTERE DA ZANZIBAR: 45 minuti caldi a Zanzibar di Enzo Santambrogio

Qualche settimana fa un mio ex fundi ( operaio ) che ora lavora alla costruzione del nuovo fronte del porto si è presentato alla porta di casa mia con una borsa e lo sguardo di chi è già sicuro di uscirne con qualche cosa di buono , mi dice Boss Kazi ( capo del lavoro ) ho una cosa per te !

Negli anni ho comprato da loro gli oggetti più disparati, da vecchie bottiglie di soda coloniali a legni arabi intagliati e poi ancora monete e coltelli o lance Maasai, tutta roba per loro ritenuta inutile, ma per me piena di quel fascino che solo la storia può dare.

Io ovviamente gli dico che di fesciate ne ho gia fin troppe, ma ovviamente mi conosco bene e la curiosità mi divorava, e alla fine gli dico di mostrarmi il contenuto della borsa che sembrava abbastanza pesante .

Lui la adagia per terra e ne estrae un qualche cosa avvolto in una maglietta che incomincia ad aprire piano piano fino a mostrare una palla di cannone , cazzo una fottuta palla di cannone, brutto bastardo dove l’hai trovata gli dico ridendo ! lui dice che l’ha trovata proprio davanti alla Casa delle Meraviglie o più comunemente chiamata House Of Wonder, ex palazzo del sultano , quando Zanzibar era una colonia dell’Oman.

Ancora incredulo faccio due conti e mi rendo conto che quella palla e una di quelle sparate dalla marina Inglese ne fottuti 45 minuti caldi a Zanzibar , non ci potevo credere!

In quella che è stata considerata la guerra più breve della storia! 45 minuti appunto.

Breve cenno storico, tratto da uno scritto del mio amico Davide ” bIrillo ” Valsecchi e pubblicato su Cima-asso.it quando viaggiavamo assieme in quelli dell’Africa.

Seyyid Khaled Bin Bargash irruppe alle ore 16 del 25 Agosto 1896 nel palazzo del Sultano, il Beit-el-Sahil, e con l’appoggio del consolato tedesco e di 2500 soldati si proclamò Sultano di Zanzibar in barba al protettorato britannico.

Il rappresentante di Sua Maestà, Sir Basil Cave, telegrafò al Foreing Office per ricevere istruzioni ed ottenne questa secca risposta:“Ha Carta Bianca per procedere come ritiene più opportuno”.

Due incrociatori della Royal Navy si trovavano già in porto, l’H.M.D. Philomel e l’H.M.S Trush. Dalle navi sbarcarono un contingente di marines e blue-jackets che si asserragliarono negli edifici della vecchia Dogana e nel Consolato inglese, presso il quale si erano nel frattempo rifugiati tutti i civili europei. Nel tardo pomeriggio arrivò in porto l’incrociatore leggero H.M.S Sparrow che gettò l’ancora 150 metri di fronte al Palazzo del Sultano. L’usurpatore, dal canto suo, si era barricato nel palazzo con i suoi duemila fedelissimi armati di moschetto, 2 cannoni da 12 libre, una mitragliatrice a canne rotanti Gatling ed addirittura uno dei tre cannoni in bronzo appartenuti ai portoghesi nel diciassettesimo secolo. La mattina seguente si aggiunsero in porto davanti al palazzo anche la cannoniera H.M.S Racoon ed il potente incrociatore H.M.S Saint George. Gli inglesi diedero un ultimatum al Sultano e quella, si narra, fù la notte più lunga e silenziosa di Zanzibar.

Il giorno successivo, in pieno stile inglese, alle ore 7:30 del 27 agosto 1896 tutti i civili furono invitati “a colazione” sul Saint George per “assistere alle operazioni belliche”. Alle ore 8:30 il Sultano inviò il seguente messaggio:“Non abbiamo nessuna intenzione di ammainare la nostra bandiera e non crediamo che abbiate il coraggio di far fuoco su noi”. Per dare forza alle sue parole alle 8:45 fece puntare i cannoni ad avancarica, vecchi di quasi tre secoli, contro le moderne navi da guerra inglesi. Alle ore 9:00 esatte il Racoon, lo Sparrow ed il Thrush aprirono il fuoco contro il palazzo del Sultano e sul Beit-el-Hukm, l’harem.

Dopo solo 45 minuti la bandiera del sultano fu ammainata ed il Contrammiraglio Rawson diede il cessate il fuoco. La quantità di colpi e proiettili sparati dalle tre navi aveva completamente disintegrato le facciate dei due palazzi, solo la House of Wonder non fu danneggiata mentre il resto fu quasi raso al suolo. Khaled si diede alla fuga tra i vicoli trovando rifugio a Dar es Salaam dove chiese asilo politico ai tedeschi.

Alle 11:00 dello stesso giorno fu proclalmato il nuovo legittimo Sultano che venne salutato da una salva di 21 colpi (non avevano sparato abbastanza quel giorno!!) dalle navi da guerra in rada. I civili europei vennero gentilmente ricondotti a terra e fecero ritorno, sani e salvi, alle rispettive abitazioni giusto in tempo per il pranzo…

Questo era il mondo poco più di un secolo fa!!

Ma ritorniamo a noi.

Inizia la lunga trattativa che finisce con 10,000 scellini dai 100,000 che era partito più una birra appena finisce il Ramadan .

La cosa cadeva a pennello perchè erano settimane che Albert il vecchio incursore dei Comsubin che vive giù a Kiwengwa mi diceva di passare a trovarlo dicendo che mi ero dimenticato di lui e minacciandomi cameratamente di tagliarmi la gola se mi presentavo senza un regalo , cosa che faccio quasi sempre perchè se lo vado a trovare ci vado quando ho qualche lavoro da fare da quelle parti e dunque non ci penso a portargli cose tipo tabacco da pipa o altro dato che mi viene in mente all’ultimo momento quando vedo casa sua .

Dunque pochi giorni fa avendo un buco libero mi sono armato di buona volontà e sono andato in città per prendere il secondo Dalla Dalla ( autobus locale ) che mi avrebbe portato a Kiwengwa, ovviamente l’impresa è fallita al secondo tentativo di salire dove per razzismo mi dicevano che era tt pieno e poi facevano salire gli altri , la mia parte buddista ha prevarso anche se l’istinto del bastardo che c’è in me mi diceva di tirare nel cristallo del Dalla-Dalla lo zaino con tanto di palla di cannone dentro , ma poi sarebbe stata dura spegare cosa ci facevo in giro in un una nazione straniera con una palla di cannone per giunta inesplosa nello Zaino dell’Invicta !!!!!

E dunque fuori un trenta scellini e vai di taxi fino alla meta, arrivo che è gia meriggio e il sole si fa sentire, soprattutto sulla spiaggia bianchissima che ti obbliga a tenere gli occhi come fessure anche con gli occhiali da sole, passo prima da alcuni amici e poi a piedi lungo la spiaggia fino a casa del vecchio Albert , non pensavo che portarsi a dietro una palla di cannone pesasse così tanto, ma alla fine meta raggiunta!

Grido da fuori ….Albertttttttttt vecchio mastino africano sei a casa ?

Risposta di lui…. chi sei figlio di un cane randagioooooooooo………….

Sono Enzooooooooo………….

Vieni avanti bastardo…….vedi che non mi sbagliavo sul figlio di un cane ?

Lo saluto e mi fa accomodare sulla poltrona della sua veranda piena di trofei di vario genere dalle corna di bufalo alle teste di animali vari impagliati. Mi mostra pure un suo piccolo tesoro scovato di recente un dente di 12 cm di un Mastodonte preistorico, del quale chiedo la provenienza e anche li lui mi dice che lo a portato un suo fundi, ( praticamente qua i fundi., sono delle spegie di cacciatori di tesori, essendo quelli che scavano per costruire ) poi ridiamo sul fatto che è possibile che abbiano pescato un esemplare vivo dopo otto milioni di anni ma essendo un pesce e magari erano pure affamati,se lo siano mangiato !

Poi ovviamente lui parte con le sue storie di quando lavorava nella narcotici per l’ONU e andava con la sua squadra a distruggere i campi dei cocheiros in giro per il mondo , fino a raccontarmi di quando in tre cercarono 30 anni fa di rubagli la bici mentre tornava a casa qua a Zanzibar e di come ne uccise due e ferì il terzo, ( avevano proprio scelto la persona sbagliata da derubare ) mi dice che poi si scoprì che erano ricercati da 5 anni e prese pure la taglia come nel veccho west.

Comunque alla fine me ne sono ritornato a casa con il mio Dalla-Dalla, accalcato in una massa di gente dai mille colori e odori su un vecchio Bedford che poteva portare regolarmente 8 passeggeri, ma che al mio conteggio risultavano 32 senza un filo di aria, ma tutto sommato con il ricordo di una bella giornata anche se partita male !

Akuna Matata Zanzibar !
Enzo Santambrogio 2018

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