LETTERE DA ZANZIBAR: Corona “Vinus”

LETTERE DA ZANZIBAR: Corona “Vinus”

Cronache del dopo virus.

Scrivo questo messaggio nel caso qualcuno sulla terra sia ancora vivo!
Mi chiamo Enzo Santambrogio e sono l’ultimo uomo vivo sull’isola di Zanzibar!

Come è incominciato il tutto?

Semplice è iniziato esattamente come ovunque, qua il male era dentro il “cavallo di troia” chiamato Volo 173-B delle 04,30 del mattino in arrivo da Milano via Adis Abeba, un volo pieno raso di turisti sorridenti, coppiette in viaggio di nozze e anziani che svernavano.

A quell’ora i controlli sono sempre scarsi e gli agenti non vedono l’ora, come in tutti gli aeroporti del mondo di fare in fretta e tornare a sonnecchiare nelle loro guardiole, il virus ebbe gioco facile a passare la dogana.

Da li lascio a voi immaginare come sia andata la cosa !

Credo che gia prima di mezzogiorno i 200 passeggeri avevano infettato almeno 10 volte tanto di locali che lavorano negli alberghi, che a loro volta avevano infettato guide turistiche che a loro volta avevano infettato autisti che andavano in città.

in un mese l’isola era completamente infetta e la sanità gia precaria era collassata.

Io di mio non so perchè sono ancora vivo, sembra che questo fottuto virus non abbia effetto su di me, non fraintendiamo, pure io sono infetto! Ma non ho sintomi, non ho febbre e non tossisco, e soprattutto non muoio !

Credo che il mio trascorso a Chernobyl abbia il suo perchè in tutto questa dannata storia.

Ora a distanza di quasi un anno, giro come un sopravvissuto ad una guerra nucleare, con la sola differenza che le case i palazzi e la natura sono intatti, solo scheletri di persone vestiti con qualche straccio riversi per le strade nei vicoli e sulle spiagge.

Anche gli animali hanno pagato il loro scotto contaminandosi tra di loro o dai corvi che mangiavano gli infetti morti, una specie di untori volanti, ho sempre odiato quei maledetti uccelli, strafottenti e fracassoni!

Sopravvivo a scatolame che trovo nei vari negozietti lungo le strade, anche se qualche mese fa sono riuscito a trovare una cella frigo funzionante perchè supportata da pannelli solari, che mangiata, due settimane di filetto e bacon, peccato che non avevo uova ! quelle dannate galline che mangiano merda tutto il giono sono morte quasi subito all’inizio dell’epidemia.

Passo le giornate a scorazzare per l’isola con la mia macchina preferita, un Rezvani Tank che era l’auto personale del presidente, mi sento sicuro su quel mostro grigio opaco che sembra un astronave, ha pure la visione termica a colori, e di notte è una figata, fa tanto astronave di Predator.

Entro negli hotel sfondando direttamente il cancello ( perchè perdere tempo ad aprirlo) e molte volte faccio anche il dito medio, anche se nessuno è li a riceverlo, ma così giusto per farlo!

Arrivo sgommando dentro la reception sfondando il bancone, cerco sulla piantina dell’albergo una Suite e poi con un ascia mi apro qualsiasi porta. ammetto che bere Don Perignon mangiando fagioli, piselli in scatola non è il massimo, ma purtroppo quello è il massimo che ho ! la carne in scatola non la mangio per principio perchè è cinese, e io quella merda fatta chissà con cosa mica la tocco.

I primi mesi dall’inizio dell’epidemia sono stati duri e non per la gente che moriva, quello era inevitabile, ma perchè spesso erano amici con la quale avevo condiviso tutto. E poi quel lezzo dolciastro costante che aleggiava su tutta l’isola, l’unico momento di pace era il tramonto quando il vento soffiava dal mare e per un paio di ore ti toglieva l’odore di cadavere dalle narici ! me ne stavo li su qualche spiaggia deserta con una boccia di Wisky da 500 dollari e respiravo fino ad ubriacarmi di ossigeno, uno sballo devo dire !

Ho avuto pure la brillante idea di provare ad andarmene dall’isola , e lo pure fatto in grande stile. non essendo in grado di pilotare un fottuto aereo, ho peccato di arroganza pensando che una nave fosse più facile e l’unica che non mi faceva soffrire il mal di mare era la Kilimangiaro 5 della flotta Azam e dunque perchè non provarci?

Accesa, l’ho accesa e l’ho pure spostata ma poi la cosa mi è sfuggita di mano e ora sia la kilimanjaro 5 che la Kilimanjaro 4 sembrano una scultura post moderna mezze affondate all’ingresso del porto ! la facevo più resistenti e io la facevo piì facile andarmene da questa fottuta isola .

I film insegnano e a me Cast Away è sempre piaciuto e dunque spero sempre in una nave all’orizzone e per cercare di attirare l’attenzione di un possibile sopravvissuto come me, che magari naviga al largo dell’isola, ho avuto un idea grandiosa o per lo meno mi è sembrata figa, dare fuoco settimanalmente ad un resort, ovviamente i primi sono stati quelli con la quale avevo avuto dei dissensi.

Mi sono calato molto nella parte, mi mettevo in ghingheri con camicia e cravatta e facevo prima un gran discorso su quanto erano stati stronzi nei miei confronti, che avevano perso un ottimo elemento, bla, bla, bla, me ne stavo li solenne con la torcia accesa in mano, tipo capo Maoori, poi citavo una frase plateale ad effetto alla Pulp Fiction ” io sono la scintilla che avete ignorato, ora torno come il fuoco che vi punisce “.

Grande soddisfazione quando lanciavo la torcia infuocata che roteando andava a cadere sul tetto in macuti!

Poi mi sedevo e guardavo l’hotel bruciare, mi sentivo tanto Nerone !

Con gli alberghi con la quale non avevo antipatie la cosa mi dispiaceva sempre un po, facevo anche li un discorso, ringraziando per il sacrificio che l’hotel mi permetteva di fare, su come fosse importante, e che per lui era onore essere stato scelto per il sacrificio !

Ma alla fine tutto si riduceva in cenere. Cenere alla cenere, polvere alla polvere. quella era sempre e comunque la fine che facevano !

Una volta mentre citavo una delle mie frasi ad effetto, senti gridare Ciao Mzungu ! mi impietrii di colpo, qualcuno vivo mi stava salutando, cercai in giro chiamando, ma nessuno più rispondeva, poi ancora una seconda volta Ciao Mzungu ! Dove cazzo sei ? gridai ! poi vidi qualche cosa che si muoveva alla reception, mi avvicinbai con la torcia e vidi un pappagallo giallo e blu che ciondolava su un trespolo, sotto la scritta Cocco, credo fosse il suo nome o per lo meno io lo chiamai così ! non era un uomo o una donna ma almeno parlava, abbiamo avuto dei bei giorni io e Cocco, amavamo entrambe due cose il Cognaghi e le arachidi, un amicizia che durò fino a quando un bel giorno forse perchè era in calore, o semplicemente si era rotto di me, volò via e non lo rividi più. mi piace pensare all’idea che almeno lui abbia trovato una Cocchina con la quale fare l’amore! Mi mancherai Cocco.

Mentre prima qua l’amore era a pagamento e spesso costava troppo, ora che posso avere tutti i soldi che voglio ( mi basta aprire una cassaforte qualsiasi di un hotel ) ma ora mancano le donne da pagare, che ingiustizia la vita !

Per disperazione nei momenti di sconforto bevo, ma poi alla mattina tutto ritorna come prima, giono dopo giono.

Sarebbe grottesco, che se il virus non mi ha ucciso, ora mi gioco il fegato con una bella cirrosi.

Mi mancano gli amici e anche i nemici, mi manca mangiare alla mezza nei soliti ristoranti, chiacchierare del più e del meno, litigare, fare pace e perchè no anche pianificare un futuro. Ora sono il re di tutta un isola, un isola morta, un isola che era il sogno di tanti ma che per molti è stata la loro tomba !

Mentre scrivo questo mio diario, sono ovviamente completamente e inesorabilmente ubriaco di vino, e se si dice che in vino veritas io aggiungo che in questo momento storico si può anche dire, “IN CORONA VINUS” cioè da ubriaco posso sognare e scrivere quello che voglio !

E in un emergenza reale come questa , posso anche per sdrammatizzare scrivere un racconto surreale di quello che io farei se fossi l’ultimo uomo vivo sull’isola di Zanzibar !

Enzo Santambrogio
Anno 2021 ( credo )
Zanzibar isola morta a 6 gradi sotto l’equatore.
Oceano Indiano

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