LETTERE DA ZANZIBAR: La michetta con il crudo

LETTERE DA ZANZIBAR: La michetta con il crudo

Si desiderano molte cose nella vita, chi la macchina bella, chi gioielli o pellicce, fino ad arrivare alla villa sontuosa.

be a me basta una michetta con il crudo, ma mica una qualsiasi e non quando realizzi un desiderio, quando lo fai, lo devi fare in grande stile.

Ci vuole classe e maestria anche per una michetta.

gli ingredienti sono quattro.

1) la michetta. Fragrante e cotta al punto giusto e non secca.

2) il prosciutto crudo. ovviamente di qualità e mica la merda del Discount.

3) il Maestro che te la fa.

4) la location dove mangiarla.

quando si avvicina il tempo del ritorno in Italia io qua a Zanzibar inizio a sbavare come un cane che sente il rumore dei croccantini, nella mia mente ho la voce fissa che dice : michetta, michetta, michetta. Un po come Mattley che diceva Medaglia, medaglia, medaglia.

La sogno di notte e quasi, anzi sicuramente ne sento pure il sapore o almeno di quello che dovrebbe sapere nella mia memoria.

Ne parlo agli amici che mi guardano all’inizio come un pazzo, poi si lasciano andare e anche loro hanno i loro gusti e inevitabilmente finiscono per confessarmi i loro cibi preferiti.

Ma alla fine arriva il giorno del ritorno, e la “micca” è sempre più vicina quasi la posso toccare e assaporare e anche durate il pranzo in aereo, mangiando quei panini sfigati al gusto di niente, sento che tra poco avrò la mia vendetta.

“e fu così che il gran giorno arrivò”

Aeroporto, viaggio di ritorno tra le montagne che mi hanno visto nascere, qualche bestemmia per le varie vaccate immobiliari create in mia assenza e alla fine casa.

Saluto alla famiglia, ma in mente un chiodo fisso la MICCA CON IL CRUDO, devo tenere duro, ancora poche ore e domani sarà un altro giorno !

La mattina dopo bardato e deciso come un guerriero punto al centro di Asso il paesello che conserva il santo Graal del gusto .

Passo dal viale alberato che porta al cimitero, dove amo sempre farlo al contrario , così giusto per fargli capire che non mi avranno mai, e sbuco sulla piazza principale, ora mai sono vicino e lo capisco perchè sbavo quasi come un cane davanti ad un osso.

Scendo la scalinata della chiesa e… ecco in tutta la sua magnificenza l’alimentari Bonus Center, ma che per me rimane sempre ” da Cleonice” nome storico del negozio prima che la globalizzazione delle varie catene raggruppasse tutti i negozietti di paese.

Entro stile Cowboy a testa bassa, cammino lungo gli scaffali ai lati, da lontano dietro il bancone degli affettati, il padrone del vapore Tiziano alza lo sguardo, mi scruta quasi come in un duello e poi. invece di spararci a vicenda una volta faccia a faccia ci abbracciamo, strette di mani e pacche sulle spalle, che risuonano nel negozio come colpi di pistola sordi.

Bla, bla, bla, ci si racconta tutto e di più, ma nel frattempo il Tiziano ha gia fatto la sua domanda di rito al quale sa gia la mia risposta… IL SOLITO ?

E il solito sia !

Mitico il rumore del coltello che apre la rosetta e il ronzio dell’affettatrice che suonano come musica per le mie orecchie, sento il profumo della fetta che cade lenta dopo il taglio e vedo la faccia divertita di Tiziano che mi guarda sornione, sapendo bene da quanto la desideravo !

Alla fine la MICCA CON IL CRUDO è in mano mia, tutta mia e solo mia. Ora manca solo un posto mitico dove consumarla, non tutti i posti sono uguali, mangiarla in piedi mai, sacrilegio !

Afferro una Moretti chiedo il conto che ovviamente diventa sempre una discussione il guru degli affettati, non vuole sentire storie la prima micca è offerta da lui e su quello non si transige, alla fine lo ringrazio e esco.

il posto mitico io già c’è l’ho dove mangiarla !

Proprio li seduto in alto al centro della scalinata della chiesa, con la via principale davanti i portici sulla sinistra, e la vita di paese che scorre, anche a distanza di anni, capisco dove va la gente solo a guardarla, chi va in banca con passo affrettato e spesso incazzato, chi va dal Bissi o al Cafferino per un aperitivo e chi va a prendere il pane. hanno tutti passi diversi, curiosa storia questa !

Qualcuno mi riconosce e mi saluta da lontano, qualcuno nemmeno sa chi sono, essendo magari nuovo del paese e pensa che sia un turista ( in effetti sono in vacanza quando torno e un po turista lo sono veramente ).

Ma torniamo a noi, come in un classico western, io, la scalinata e la Micca. ci sono attimi di tensione prima del primo morso, quasi un rituale, guardo in giro che non ci sia nessuno, mai vorrei addentare la mia preda e qualcuno mi si avvicini per tempestarmi di domande, sarebbe la fine che sfocerebbe in un classico Mavadavialchiù.

Ma alla fine parte il primo morso e tutto quello che rimane è un uomo, una michetta al crudo e una moretti, poi … … tutto il resto è storia !

 

Enzo Santambrogio

CATEGORIES