LETTERE DA ZANZIBAR: Mzungu Mchafu ( ossia Straniero Sporco ) “Ciò che resta di me”.

LETTERE DA ZANZIBAR: Mzungu Mchafu ( ossia Straniero Sporco ) “Ciò che resta di me”.

La cosa peggiore è il limbo, ne di qua. ne di la, isolati in una specie di terra di nessuno esattamente come quel tratto di terra che c’è tra una trincea e quella avversaria.
Una vita non vita, neutrale, una vita da osservatore perenne, una vita da spettatore laterale.
Quando non sei un “originale” del posto, sei sempre guardato con distacco, anche quando credi di esserti integrato, proprio e soprattutto quando credi che ora mai li sei uno di loro, sbagliato !
Tu sei un Mzungu ( uno straniero ), te lo gridano i ragazzini per strada quando passi, te lo fanno notare ogni volta che fai qualche cosa , sia che sia un ufficio governativo, sia che sei al mercato o al bar, spesso i prezzi sono raddoppiati, per via di quel fottuto stereotipo che se sei bianco sei per forza ricco, forse realmente sei più ricco di loro che quasi sempre hanno poco o nulla, ma comunque ” fanculo ” io vivo qua, perchà mi dovete fottere sempre e immancabilmente ogni volta ?
Il razzismo in Africa è molto forte , tra le classi sociali, tra le varie razze e clan africani.
Una volta mi è capitato di parlare con un mio operaio e lui al passaggio di un altro operaio mi disse:
Hei Boss, hai visto quel negro è nero come il carbone!
Io rimasi basito e gli risposi:
Rassoul perchè lo insulti? lui è come te!
E lui: noooo Boss lui è Nero nero, non è di qua lui è del Mainland di qualche tribù di scemi.

Qua ci si tollera tutti amichevolmente per convenienza ma le differenze vengono ben fatte presenti, solo per il fatto che sei bianco tutto è più caro o semplicemente costa il doppio.
E così giorno dopo giorno, anno dopo anno, perdi il senso di appartenenza a quello che eri.
Di me ora mai resta poco di quello che ero una volta, qua non sono un Africano e quando torno, ora mai non sono quasi più italiano ! ( ecco perchè mi sono auto appellato Mzungu Nchafu, ossia straniero Sporco ) tanto, troppo, tempo passato lontano da casa in terra straniera ti cambiano dentro, ti fanno vedere il mondo da punti di vista totalmente differenti, difficili da spiegare a chi ha degli stereotipi, difficili da comprendere a chi ha i paraocchi come i cavalli, un po come quelli che chiamano ancora il connazionale venuto dal sud Terrone o l’extracomunitario Nergro, difficile ancora di più parlare con chi beve le notizie della tv, senza ragionare.
In tutto questo tempo e di tutti questi miei viaggi in giro per il mondo di me sicuramente ne è emersa la parte migliore e qualche volta, per sopravvivenza anche quella peggiore.
Di me resterà sicuramente qualche cosa di positivo nel cuore di chi ho aiutato, e altrettanto facilmente anche qualche cicatrice sulla faccia di chi ha cercato di fregarmi.
Magari un giorno scriverò un libro dove racconterò tutte queste mie esperienze, o forse lo sto gia facendo con tutte queste lettere.
Di sicuro dico a chi viaggia di non partire prevenuti ma nel contempo di non partire prendendo le cose troppo alla leggera, il mondo e i viaggi ti cambiano. Un proverbio dice : la vita è un viaggio e chi viaggia vive due volte, io di mio sicuramente ho gia fatto almeno tre vite e pure intense.
Riportarmi indietro sarà difficile per ora, ma ritornare a casa qualche volta è bello, così giusto per vedere “cosa è restato di me” dove sono nato.

Enzo Santambrogio
Zanzibar 01/02/2020

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