LETTERE DA ZANZIBAR: “Sotto la croce del Sud” di Enzo Santambrogio

LETTERE DA ZANZIBAR: “Sotto la croce del Sud” di Enzo Santambrogio

Avete mai guardato la notte con gli occhi di un bambino ?

I bambini non hanno paura della notte, fino a quando noi con le nostre storie per tenerli buoni, li “spaventiamo”.

La notte in Africa è speciale e l’uomo nero non fa paura!

Essa è intrinseca di magia, magia nera, magia splendente come la luna piena che si riflette sulla spiaggia bianchissima di corallo, così bianca che nelle notti di luna piena, la tua ombra ti segue come fosse un altra persona, facendoti girare e sobbalzare di continuo ogni volta che la vedi con la coda dell’occhio.

Per noi, abituati alle grandi città europee, con il loro inquinamento luminoso, dato che ormai le stelle sono cosa quasi dimenticata.

Ma qua all’equatore le cose cambiano.

Il cielo nero sopra Zanzibar è tagliato da miliardi di stelle che formano la via lattea in tutta la sua bellezza e poi verso sud la stessa finisce con la Croce del Sud, l’equivalente e contraria della Stella Polare che segna il nord.

Immaginate di toccare la mano di del vostro partner, come sottofondo un rumore sordo ovattato, è il “Reff”, ovvero le onde dell’Oceano Indiano che si infrangono su di esso creando un perpetuo rombo sordo.

L’aria sa di salsedine e il vento porta a colpi profumi difficili da comprendere, se alzate gli occhi e lo spettacolo del creato si apre a 360 gradi sopra di voi in tutta la sua assordante bellezza. se siete fortunati, ma capita spesso, una stella cadente dal colore verde vivo taglia il cielo per sparire all’orizzonte ed è in questi attimi che capisci il significato della parola ” VIVO “.

Così che ad un certo punto ti ritrovi li con la bocca aperta a guardare in alto come rincretinito e in “trance”, si perchè quello spettacolo mica te lo aspettavi.

Le stelle sono veramente tante e brillano da far paura. Non importa che tu sia con l’amore della tua vita o con un gruppo di amici, ogni volta che vedi passare una meteora (cosa normalissima in tutto quel pandemonio di stelle) tutti immancabilmente fanno ” hooooooooooo ” segnando con il dito il cielo.

La luce elettrica è stata una grande invenzione, ma mentre si evolveva, di riflesso ci toglieva la luce delle stelle poco a poco, una luce magica che porta con se poesie e storie fantastiche.

I “Boscimani” ritengono che la notte non sia freddo solo per loro, ma anche per il Sole, descritto come un vecchio dormiglione che vive solitario in una capanna isolata.

Così, per riscaldarsi, si tira addosso la sua coperta per stare caldo, ma quest’ultima è vecchia quanto lui ed è piena di buchi.

È per questo che l’oscurità della notte è rotta dalla luce che filtra attraverso i buchi della coperta che sono le stelle.

Ma ritorniamo a noi, come vi dicevo passeggiare sulla spiaggia in zone isolate lontano dalle luci degli hotel, vi troverete come proiettati in un luogo magico, mistico, con sensazioni che risveglieranno in voi ricordi incredibili.

L’odore del mare che giunge a folate misto a quello dell’entroterra fa si che la vostra primordialità recondita si risvegli per un attimo, solo per un attimo, ma abbastanza per stregarvi e lasciare dentro di voi un ricordo indelebile, così forte che ogni volta che negli anni successivi parlerete per caso di stelle, direte: “Ma ti ricorda quella volta a Zanzibar”.

Zanzibar è nell’immaginario collettivo al pari di Timbuctù o Marrakech evoca posti lontani, posti dove tutti vorremmo fuggire lasciandoci tutto alle spalle, Zanzibar è un ideale posto di fuga dalla realtà e… le stelle stanno a guardare, anche se vieni solo per una settimana !

Enzo Santambrogio
Zanzibar 01/01/2020

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