LETTERE DA ZANZIBAR: Un altro giro di boa

LETTERE DA ZANZIBAR: Un altro giro di boa

Avevo sognato che da grande sarei diventato ….
magari un grande artista, o un esploratore o magari un profumiere o inventore di qualche marchio o brevetto.
Ma la vita prende giri strani e spesso la direzione che prenderai è decisa da quello che ti “colpisce”, un po come nel gioco del biliardo, piazzi la palla nel punto giusto, pronto per fare buca al prossimo tiro e vincere la partita, ma il tuo avversario fa un tiro e una delle sue palle colpisce la tua spostandola e rimettendo tutto in gioco, la casualità degli elementi e dei fatti è una costante fissa nella vita di chi osa. 
Chi osa si mette sempre in gioco, ogni giono, ogni ora e a ogni secondo. Il mondo è un enorme tavolo da gioco dove i partecipanti sono obbligati a confrontarsi anche in maniera non diretta e personale.
Oggi 28 Agosto compio 55 anni, gli anta li ho fatti ” solo” 5 anni fa, ma mi sembra ieri, molto lontano dagli anni interminabili di quando ero ragazzino dove mi sembrava che un estate durasse in eterno e gli anni che mancavano per avere 18 anni non arrivavano mai. Da piccoli la cognizione del tempo è completamente diversa, o forse lo è solo hai nostri occhi e per il solo fatto che non eravamo impegnati in lavori seri ma solo a giocare il tempo passava più lento.
Nella mia vita Ho studiato poco a scuola, ma tanto da solo nella vita, si apprende di più quando si fa qualche cosa per interesse personale e non per obbligo, capii che quando si cerca una strada sempre ti si apre un nuovo mondo davanti, 
Ho imparato ad usare il martello come si usa un pennello o un bisturi, colpi precisi e perfetti, ho imparato a saldare tutto quello che era saldabile, ho scolpito pietra e ferro, ho dipinto e ho fotografato, ho inventato un marchio di abbigliamento, ho creato un profumo, ed ad ognuna di queste cose che ho fatto, ho messo sempre il mio personale contribbuto.
Praticamente sono diventato tutto quello che volevo essere, per molti un grande e per molti un signor nessuno, ma sempre con il sacro fuoco della ricerca, del trovare qualche cosa di nuovo che portasse ad una evoluzione successiva quello che stavo facendo.
Ho sempre migliorato quello che prendevo in mano, un po per curiosità e un po per sfida.
Poi di colpo il vento cambia direzione, gli orizzonti si spalancano come  in un ventaglio, la vita quotidiana che fai ti diventa stretta, senti la negessità di vedere cosa c’è “oltre”.
Così inizia la passione per il viaggio, quella sete di cercare forse quello che non avevo e che forse mai avrei avuto in questa vita restando dove ero. 
Una curiosità incontrollabile che mi ha spinto in molte parti del mondo molte volte in compagnia ma spesso da solo. 
La parte selvatica che vuole esplorare il mondo e la parte razionale che vuole una famiglia, ma come si sà, la parte “selvatica” è molto più forte di quella domestica, c’è l’hai dentro ma ammansuita da anni di indottrinamento sociale nascosta,assopita e quando per sbaglio la svegli lei prende il soppravvento, ti fa fare scelte che di logica non faresti mai, non le faresti perchè in un mondo ordinato e inquadrato quelle cose non si fanno.
Poi, inaspettatamente arriva l’Africa, un po per curiosità e un pò per incoscenza, fiduce sbagliate e tante inlusioni. molto lavoro e pochi soldi soprattutto per chi è nettamente migliore di altri ma forse troppo poco ruffiano e paraculo, la schiettezza non paga mai se sei alle dipendenze di qualcuno, sempre meglio delle sane bugie, che la dura verità.
L’Africa ti insegna a sopravvivere, ad essere te stesso e a fidarti solo di pochi. 
Poi dopo immani sacrifici la vita cambia e prende una buona piega, si lavora e si produce, in un altro continente, una nuova linea si prospetta davanti e all’orizzonte vedi tutto più luminoso, le ombre sono alle tue spalle ora mai. 
La tua arte ritorna prepotente e piace a chi merita il tuo rispetto. 
Ma il fottuto tavolo da bigliardo è li che ti aspetta sempre, le palle della tua nuova vita sono sparse sul tappeto verde e nelle giuste posizioni, maaaa… “Spakkkk ” il destino per l’ennesima volta spacca con un colpo secco, un colpo che sciocca come una frustata e tutto va a ramengo un altra volta, questa volta non è una guerra, non è un colpo di stato ma qualche cosa di microscopico, invisibile.
VAFFANCULO è bastato un virus per mettere in ginocchio la mia vita e il mondo! 
lo so che nella mia vita la parola “rilassati che va tutto bene” è una frase impossibile, ma cazzo… lasciami respirare vita bastarda! ho gia dato ampiamente in sudore e bestemmie, non puoi prenderti una pausa dal creare problemi !
Ora all’alba dei miei nuovi 55 anni sono seduto a scrivere questa lettera che forse non servirà a nulla, o forse a qualche cosa, chissà !
O forse  la scrivo solo per sfogarmi di come vanno le cose e per capire che non si è mai arrivati alla meta, che la vita è comunque una lunga corsa ad ostacoli e più passa il tempo e più saltarli diventa difficile, l’energia dei vent’anni è passata anche se la grinta non molla.
L’esperienza mi dice che tutto passa, che tutto per forza di cose ritornerà alla normalità. Nulla è perduto, solo gli anni non torneranno, ecco su quelli un po di rammarico c’è l’ho !
Non crediate leggendo che io sia depresso o che ho fallito nella mia avventura africana, il fallimento e la depressione non fanno parte del mio carattere, qua ho passato momenti brutti, e ora considero questo periodo una sorta di pausa e avendo sentito dai “ Vecchi” i racconti delle crisi passate, del dopoguerra, tutto quello che noi stiamo passando in questo momento in tutto il mondo in fondo in fondo è quasi una piccolezza.
Ovviamente sarebbe scortese raccontarvi che mentre voi siete stati obbligati ad interminabili giornate di  Lockdown, io ero libero di girare su quelle spiagge che voi molto spesso vedete solo nei film, nuotando in un mare cristallino, bevendo birra e cocktail  dentro noci di cocco, sarebbe scortese, molto scortese, ma ho dovuto scriverlo in questa lettera che per l’esattezza è una revisione della prima pubblicata, il motivo è che molti si sono preoccupati per me e dunque questa parte evidenziata è quella aggiunta alla prima pubblicazione ( anche se la state leggendo per la prima volta ).
Questa lettera forse vi farà pensare un po, magari arrabbiare o forse sorridere e quando vi sentirete un pò giù, ricordatevi che c’è chi vive lontano da casa e che combatte come voi ogni giorno della sua vita per avere qualche cosa di bello da lasciare al mondo.
Tutto passerà ! E’ passato di peggio e forse basterà solo alzare un pò la testa e iniziare a pensare con la propria testa, qualcuno disse:
 “Non può piovere per sempre “.

28/08/2020
Enzo Santambrogio
Un altro giro di boa a Zanzibar
Zanzibar
6 gradi sotto l’Equatore
Tanzania

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