LETTERE DA ZANZIBAR: VITTORINO D’AFRICA

LETTERE DA ZANZIBAR: VITTORINO D’AFRICA

Questa storia esula dalle mie solite storie d’Africa, è una storia di prima del Computer, quando si viveva veramente il tempo e si assaporava la vita senza falsi ideali e furbi escamotage.
“Non sei grande veramente fino a quando non sei accettato dai grandi come tale “
Erano i tempi dei vecchi che ancora vivevano il paese, quelli che ti raccontavano le storie di guerra e prigionia, ma soprattutto quelli che ti davano i consigli di vita e di lavoro, nessuno nasceva “imparato”, ed erano loro la nosta wikipedia, bastava chiedere e se uno non sapeva, sicuramenmte c’era qualcuno li vicino che sapeva tutto.
Erano i tempi del mio paese, il tempo quando Asso era il centro del mondo per noi bambini, un mondo che iniziava alle 08,00 del mattino con la sirena del cotonificio Oltolina e finiva alle 17,30, quando l’identico suono decretava la fine della giornata lavorativa e ci faceva capire che il tempo dei giochi era quasi finito. Il paese si riempiva all’improvviso di operai che si preparavano al ritorno nelle loro case situate nelle sovrastanti valli.

Ed è qua che inizia la mia storia.
La gente si ritrovava ad Asso per prendere la corriera e fare la spesa per la sera. Cesarino e Amedeo i macellai facevano echeggiare le loro mannaie sui ceppi tagliando la carne, Eugenio e Marina imbustavano il pane e da Pinuccia al Consorzio Agrario si comprava tutto il resto e se poi avevi voglia di qualche cosa di sfizioso c’era Angelo con la gastronomia pronta, il suo pollo in gelatina era famoso in tutta la vallata battuto solo qualche volta dal vitello tonnato e… nel caso poi c’era un compleanno in famiglia o qualche festività, la torta Gran Paradiso e le paste del Pedrabissi erano d’obbligo.

Ma una cosa sola imperava su tutto, il CAFFERINO !
il Cafferino era un microcosmo a parte, L’Olimpo degli oracoli.
Un misto di Veci e Bocia che ridevano, giocavano a carte e raccontavano le storie della giornata, fumo, bicchieri che brindavano alla salute a ogni giro e qualche bestemmia quando si perdeva a briscola.
Su tutti imperava maestoso il Vittorino l’aperitivo della casa, ricetta segreta creata dal padrone del vapore il Scùùr Vittorio, che insieme a sua moglie la Signora Gina gestivano il piccolo bar.
Gli anni passavano e il Vittorinio scorreva a fiumi. Questa bevanda dalla formula segreta di colore rosso chiaro, la faceva sempre da padrone. Ad oggi, se dovessi pensarci, quanti litri ne sono stati bevuti? Certo non saprei quantificarlo anche se credo che ad occhio e croce ci si potrebbe riempire il laghetto di Crezzo!
Tu entravi, dicevi o nemmeno parlavi se eri un abituè e il Scùùr Vittorio prendeva il calice da vino. metteva un dito di Vittorino e poi l’inconfondibile suono del seltz che schiumava nel bicchiere et voilà, Vittorino fatto.

Scendeva in gola come un ambrosia, il suo gusto dolce/amaro lo rendeva gustoso al palato, ma io potevo solo sentirne l’odore perchè troppo piccolo per berlo.
Passarono gli anni e purtroppo la vita fa il suo corso e il Scùùr Vittorio ci lasciò, ma al suo posto gia da qualche anno c’era la Wanda con il marito Piero, uomo burbero ma dal cuore grande, amava fare la voce grossa, ma alla fine una caramella ti arrivava sempre se eri un bambino.

Ricordo ancora quel giono che entrando per comprare le sigarette di mio padre, avevo 16 anni e gia lavoravo a bottega dal mio vecchio come fabbro, mi ritrovai in mezzo allo zoccolo duro di avventori del Cafferino. Morosini l’imbianchino, Vaifro e Spano i postini Carlo il “romano”, avventore in pensione perennemente visto da me al tavolino del Cafferino o dal Pedrabissi, la pasticceria di fronte, poi c’era Geni con il suo motocarro Guzzi e Arturo il muratore.

Ero circondato ! Il Scùùr Vittorio aveva fatto un giro di Vittorini e anche uno in più per sbaglio, il gruppo si guardò in faccia e Vaifro disse: Tee Santambrosen beval thi che ura mai tha se grant asèè per fall ! ( per chi non mastica l’idioma locale ecco la traduzione : tè santambrogino bevilo tu che ora mai sei grande abbastanza per berlo ).
Non mi pareva vero, ero stato sdoganato dai grandi ad un rango superiore.
Bevvi tutto quasi senza crederci e mi piaque molto, da quel giono un po di nascosto da mio padre ( che ovviamente sapeva gia tutto ) appena mi capitava l’occasione mi fermavo a berne uno.

Ma ora inizia il cuore vero di questa storia, ho sempre chiesto sia al Scùùr Vittorio che al Piero la ricetta del loro Elisir, ma loro sorridevano e glissavano, con il passare degli anni anche Piero e Wanda sono andati in pensione e il Cafferino è stato venduto, anche il nuovo proprietario ha prodotto il Vittorino per qualche anno, ma poi è arrivata la generazione dei bimbi-minkia quelli che per aperitivo si fanno la Red Bull, la Monster o la bevanda di tendenza pubblicizzata dalla TV.

Dunque un bel giorno ritornando da quel dell’Africa scopro amaramente che anche il nuovo gestore aveva pensionato il Vittorino …. Tragedia!!!!!!! Grande tragedia per uno che sognava da 4 anni di berne uno ! Fanculo le cose che cambiano.

Poi un giorno di due anni fa, durante un mio ritorno in patria dal continente nero, mentre camminavo bordo strada, mi trovo il Piero in macchina. Lui si ferma per salutarmi, due chiacchiere e poi rincalzo con la mia richiesta trentennale, lui ride e dice NO! Poi saluta, parte,fa dieci metri e si riferma, fa scendere il vetro mentre io lo raggiungo. Mi dice: Prendi nota, e ricorda che questa e la prima ed ultima volta che faccio una cosa simile. Ti do la tanto agognata ricetta Santambrogino ( ho permesso solo ai Vecci di chiamarmi così) .
Un po frastornato dalla novità prendo nota, lui sorride e mi dice fanne buon uso, poi chiude il vetro e se ne va.
Porca boia, avevo la ricetta, l’avevo veramente, ci ho messo 30 anni ma alla fine era mia !!!!!!!!!
Poi qualche settimana fa mia sorella mi scrive che anche il Piero è andato a caccia nei verdi pascoli, me lo vedo già con la doppietta in spalla in un giro per la Valle Alta del Paradiso.

Il 2 luglio 2020. e il mio socio ha rilevato il 27 CAFFE’ assieme ad un altro personaggio appena arrivato a Zanzibar mentre il mitico Tonino, l’artefice del 27 Caffè, si dedicherà alle altre sue molteplici attività.
Io come omaggio alla mia giovinezza e al Scùùr Vittorio e al Piero ho inserito il Vittorino come aperitivo della casa.
Sarei curioso di vedere le loro facce, ora che il Vittorino è diventato pure africano !
E’ gia stato battezzato “Vittorino d’Africa l’aperitivo Italiano “.
Devo dire che fa sorriderre vedere un Africano che entrando ordina con orgoglio ” Tafadali Vittorino Moja “. ( per favore un Vittorino )

Enzo Santambrogio
“la nuova frontiera del Vittorino”
Zanzibar ( Tanzania )

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