LETTERE DAI LETTORI: Dall’Argentina alla Brianza e viceversa

LETTERE DAI LETTORI: Dall’Argentina alla Brianza e viceversa

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo che ci è stato mandato da un lettore, con grande sorpresa dopo qualche ora ci è arrivato un messaggio da un numero telefonico argentino.

Il testo era questo: “Buon pomeriggio! Ho condiviso sul mio Facebook e qui quelle parole hanno raggiunto nel profondo la mia anima.
La migliore delle generazioni sta morendo.
Da queste parti, in questa piccola provincia in cui vivo non ci sono ancora deceduti, pochissimi infetti
Comprendo il dolore che state provando in Italia e vi mando un forte abbraccio all’insegna della solidarietà e della comprensione”.

Il messaggio lo ha scritto Andrea Cala una signora di origine peruviana che vive in Argentina da 24 anni ed ha un marito argentino e 2 figli.

Inoltre ci ha inviato una poesia che a nostro modo di vedere è molto attuale.
Quindi non ci resta che pubblicarla e fare a lei e alla sua bella famiglia.

 

Quando passa la tempesta
E le strade sono domate
e diventiamo sopravvissuti
di un naufragio collettivo.

Con un cuore che piange
e il destino è benedetto
ci sentiremo felici
solo per essere vivi

E ti daremo un abbraccio
al primo straniero
e loderemo la fortuna
per mantenere un amico

E poi ricorderemo
tutto ciò che abbiamo perso
e impareremo immediatamente
Tutto ciò che non abbiamo imparato.

Non saremo più invidiosi
per tutto ciò che hanno sofferto.
Non saremo più pigri
Saremo più compassionevoli.

Ciò che appartiene a tutti varrà di più
Che non hai mai capito
Saremo più generosi
E molto più occupato

Capiremo quanto sia fragile
cosa significa essere vivi
Facciamo sudare l’empatia
per chi è e chi se ne è andato.

Ci mancherà il vecchio
che ha chiesto peso nel mercato,
non sapevamo il suo nome
ed è sempre stato al tuo fianco.

E forse il povero vecchio
Era il tuo Dio sotto mentite spoglie.
Non hai mai chiesto il nome
perché avevi fretta

E tutto sarà un miracolo.
E sarà tutto un lascito
E la vita sarà rispettata
La vita che abbiamo guadagnato.

Quando passa la tempesta
Chiedo a Dio che mi dispiace
che ci restituisci meglio
come ci hai sognato.

Mario Benedetti

 


Hace unos días publicamos un artículo que nos envió un lector, con gran sorpresa después de unas horas recibimos un mensaje de un número de teléfono argentino.

El texto era este: “¡Buenas tardes! Compartí en mi Facebook y aquí esas palabras han llegado a mi alma profundamente.

Lo mejor de las generaciones está muriendo. Por aquí, en esta pequeña provincia donde vivo, todavía no hay fallecidos, muy pocos infectados.

Entiendo el dolor que sientes en Italia y te mando un fuerte abrazo en nombre de la solidaridad y la comprensión “.

El mensaje fue escrito por Andrea Cala, una dama de origen peruano que ha vivido en Argentina durante 24 años y tiene un esposo argentino y 2 hijos. También nos envió un poema que es muy actual en nuestra opinión. Así que solo tenemos que publicarlo y hacerlo con ella y su hermosa familia.

 

 

Cuando la tormenta pase
Y se amansen los caminos
y seamos sobrevivientes
de un naufragio colectivo.

Con el corazón lloroso
y el destino bendecido
nos sentiremos dichosos
tan sólo por estar vivos.

Y le daremos un abrazo
al primer desconocido
y alabaremos la suerte
de conservar un amigo.

Y entonces recordaremos
todo aquello que perdimos
y de una vez aprenderemos
todo lo que no aprendimos.

Ya no tendremos envidia
pues todos habrán sufrido.
Ya no tendremos desidia
Seremos más compasivos.

Valdrá más lo que es de todos
Que lo jamas conseguido
Seremos más generosos
Y mucho más comprometidos

Entenderemos lo frágil
que significa estar vivos
Sudaremos empatía
por quien está y quien se ha ido.

Extrañaremos al viejo
que pedía un peso en el mercado,
que no supimos su nombre
y siempre estuvo a tu lado.

Y quizás el viejo pobre
era tu Dios disfrazado.
Nunca preguntaste el nombre
porque estabas apurado.

Y todo será un milagro
Y todo será un legado
Y se respetará la vida,
la vida que hemos ganado.

Cuando la tormenta pase
te pido Dios, apenado,
que nos devuelvas mejores,
como nos habías soñado

 

Mario Benedetti



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