LISSONE: mercoledì 5 agosto grande musica con Bocephus King, Raffaele Kohler e Andrea Parodi

LISSONE: mercoledì 5 agosto grande musica con Bocephus King, Raffaele Kohler e Andrea Parodi

“Storie di Cortile”, mercoledì 5 agosto «Ballate di frontiera» sul Piazzale del MAC con il cantautore canadese Bocephus King e con il progetto tex mex di Raffaele Kohler, il trombettista simbolo del lockdown che ha commosso il mondo.

Ballate “di frontiera” sul Piazzale del Museo d’Arte Contemporanea. Una serata di buona musica dalle note country-folk dei Los Lobos per arrivare alle melodie di Fabrizio De André.

Il Comune di Lissone ha aderito alla IV edizione della rassegna interprovinciale “Storie di cortile 2020”, promossa dalla Pro Cantù, che coinvolgerà numerosi Comuni delle province di Como, Monza Brianza e Varese.

La Città di Lissone sarà sede di una delle tappe del tour: l’appuntamento è per la serata di mercoledì 5 agosto (inizio alle ore 21), il palcoscenico sarà l’area esterna al MAC (Viale Elisa Ancona), nei pressi della Stazione ferroviaria, in un ideale anfiteatro che permetterà a tutti di vivere una atmosfera davvero magica in uno spazio intriso di significato sociale e culturale.

La serata, dal titolo “Borderlobo – Ballate di Frontiera dai Los Lobos a Fabrizio De Andrè”, vedrà la partecipazione del cantautore canadese Bocephus King che ritorna a Lissone dopo il successo dello scorso anno quando centinaia di persone ascoltarono la sua straordinaria esibizione affiancato dal giornalista Andrea Scanzi.

Con lui la band composta dal cantautore Andrea Parodi, dal chitarrista Alex Kid Gariazzo (Treves Bues Band), dal fisarmonicista Flaviano Braga e dal trombettista Raffaele Kohler, musicista diventato icona musicale del lockdown.

I video dei musicisti che suonano dai loro balconi sono fonte di ispirazione per tutto il mondo.”

Era il 18 marzo e la cantautrice statunitense Joan Baez lanciava un messaggio d’amore e di vicinanza all’Italia. L’America guardava all’Italia come noi guardavamo alla Cina all’inizio della Pandemia, ignara o quasi a sfatare che il Coronavirus in un paio di settimane sarebbe arrivato anche lì. Joan Baez si era commossa col video del trombettista che suonava dietro l’inferriata di una finestra di Milano. Queste immagini hanno fatto il giro del mondo, rimbalzate da tutti i telegiornali, nel momento di incertezza e paura più forte, quando tutto il Paese si è fermato. https://youtu.be/wOYNRs_Z8Sg

Tutte le sere alle 18 Raffaele Kohler suonava la sua tromba da una finestra di via Fauchè, vicino a Corso Sempione, a Milano.

La suonava per tutto il suo quartiere ma anche per le centinaia di persone che si collegavano alle sue dirette su Facebook e Istagram. Centinaia di persone che sono diventate migliaia, perché le performance sono state riprese dalle principali emittenti TV e Radio.

Tutto è cominciato il 13 marzo. «Mi hanno detto di questo flashmob alle 12 e ho pensato subito di partecipare» racconta Raffaele Kohler, 39 anni appena compiuti il giorno di San Patrizio e un cognome che rivela trisnonni tedeschi, ma milanese fino alle midolla. «La tromba ha un suono arcaico e nostalgico e riesce a unire sempre un pò tutti». E così è successo: dal suo appartamento al piano terra, Raffaele ha iniziato a risuonare l’inno della città. «La cosa che mi ha commosso è che, a poco poco, si è unita la giapponese pianista del piano di fianco, poi l’anziana di quello di sopra, poi tutta la via. Una sorta di concerto polifonico in divenire».

Radio 24 durante il lockdown ha aperto tutti i giorni le trasmissioni con una telefonata a Raffaele Kohler che suonava la tromba al telefono.

I principali brand italiani si sono affrettati a realizzare spot televisivi sull’onda emotiva di questo momento drammatico. La Barilla ha scelto come simbolo Sofia Loren e l’attrice come unica clausola per accettare il ruolo ha chiesto che ci fosse anche “il trombettista che ha commosso il mondo”.

Raffaele Kohler è diventato l’icona musicale del lockdown. Ha portato gioia, speranza e lo ha fatto con delicatezza e poesia in un momento storico che ha stravolto e cambiato le nostre vite.

Raffaele Kohler è tornato finalmente ha suonare in mezzo alla gente, nelle piazze, per le strade e farà tappa nel piazzale del MAC di Lissone insieme ai Borderlobo il superguppo che miscela canzone d’autore col folk, la musica americana e le sonorità messicane. Special guest della serata sarà il cantautore canadese Bocephus King, musicista di caratura internazionale, che presenterà il suo ultimo disco The Infinite & The Autogrill VOL 1.

The Infinite è l’Infinito di Leopardi (nell’anno del suo 200° anniversario) e l’Autogrill è quello cantato da Guccini.

L’Infinito e l’Autogrill – commenta Bocephus King – C’è tutta la poesia dell’Italia in questo titolo. L’immenso, la Bellezza e i dettagli. Sono innamorato della Cultura italiana, qualunque cosa facciate in questo paese la fate meglio di chiunque altro. La cucina, la moda, il cinema. Per me è un grande onore poter lavorare su queste canzoni meravigliose e portarle in giro per il mondo”.

Il disco è stato registrato a dicembre al The Shelter Studio di Meda con una super band nella quale spiccano i fiati di Raffaele Kohler e Mario Arcari (Ivano Fossati, Fabrizio De Andrè) e le chitarre di Alex Kid Gariazzo (Treves Blues Band). Il sound è figlio del grande soul e del rock’n’roll con echi di Van Morrison, Dylan e Rolling Stones. Un disco dal sapore seventies che affianca 7 canzoni originali a 2 cover speciali: Lugano Addio di Ivan Graziani e Creuza de Ma di Fabrizio De Andrè, tradotte in inglese.

Ho scelto Creuza de Ma perché è un capolavoro assoluto che avevo conosciuto tanti anni fa tramite David Byrne. Mi rendo conto di quanto sia difficile tradurre questa canzone in inglese, ci sono dettagli e particolari che nemmeno esistono da noi. Come una creuza… Ma d’altronde per quanto tu possa tradurre il nasello o branzino con sea bas e in qualunque modo cercheranno di cucinartelo in un’altra parte del mondo, non avrà mai lo stesso sapore che ha qui. Quello che mi interessa è portare alla gente questi profumi e questi sapori che mi hanno rapito”.

Nei prossimi capitoli di questa saga troveranno spazio anche Autogrill, che Bocephus King ha cantato la prima volta nel 2015 sul palco del Teatro Ariston di Sanremo durante il Premio Tenco, e l’Infinito di Leopardi.

Al songwriter canadese Bocephus King sono sempre piaciute le sfide e ha deciso di tradurre in inglese e musicare l’Infinito di Leopardi, eseguendolo dal vivo nella cattedrale di Recanati, accompagnato da un violino e dall’antico organo a canne del ‘600 davanti a un’emozionata contessa Olimpia Leopardi.

E quando gli è stato chiesto come gli fosse venuta questa idea ha risposto:

Giacomo Leopardi è una rockstar. È la prima rockstar d’Italia. Siamo abituati a pensarlo solo sui libri di studio ma lui prima di tutto è una stella autentica. È impossibile che i cantautori come Fabrizio De Andè e Francesco De Gregori non siano stati influenzati da Leopardi”.

Bocephus King ha 45 anni, una dozzina di dischi all’attivo ed è arrivato in Italia la prima volta nel 1999 grazie al magazine musicale Buscadero che gli diede la copertina commentando “era capitato soltanto un’altra volta di dare la copertina a un artista sconosciuto e si trattava di Tracy Chapman”.

Bocephus King, all’anagrafe James Perry, non è mai fermo, continua a viaggiare e lasciarsi contaminare da ogni paesaggio, libro, film, musicista e persona che incontra. Sembra uscito dal mondo del vaudeville, un Humphrey Bogart o un Robert Mitchum senza tempo che incontra al bancone di un diner Tom Waits, Nina Simone e il drugo del grande Lebowsky.

Lo spettacolo, interamente gratuito, sarà accessibile attraverso prenotazione dal sito internet www.lissone.eventbrite.it

Per informazioni si può chiamare il numero 349 8348118

In caso di maltempo è prevista la realizzazione di un doppio spettacolo a Palazzo Terragni, nel rispetto delle vigenti norme sul distanziamento e sanitarie, con inizio rispettivamente alle ore 20.30 e alle 22.15.

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