Ristoranti del Triangolo Lariano sul piede di guerra o sul filo del lastrico

Ristoranti del Triangolo Lariano sul piede di guerra o sul filo del lastrico

Stremati da due mesi di chiusura per l’emergenza coronavirus, la ripartenza per loro si prospetta forse ancora più complessa e faticosa, tanto che molti di loro rischiano di non riaprire mai più.

Gia da qualche giorno è incominciata una vera propria protesta da parte della categoria, nella speranza che governo, regioni e comuni tengano in considerazione le difficoltà dei nostri ristoratori e dell’indotto.

Tra i problemi da affrontare per rispettare il distanziamento obbligatorio tra i tavoli, il dimezzamento dei coperti con conseguenti costi per lo stoccaggio di tavoli e sedie in avanzo nei magazzini oppure il ricorso ai divisori in plexiglas per ogni tavolo.

Da fornire mascherine e guanti ai dipendenti e provvedere alla sanificazione del locale una o due volte al giorno. facendo due conti veloci, rischiano di spendere 5mila euro solo per riaprire.

Come fanno a preventivare quanto guadagneranno e quanto saranno affollati i ristoranti, considerando anche la grave crisi economica alla quale andremo incontro?

Verosimilmente ci sarà una selezione naturale sei locali, dato che negli ultimi anni sono saltati fuori come funghi, ma questo non è certo un buon motivo per distruggere una categoria importantissima per la nostra economia e per il nostro stile di vita.

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