Sono passati 35 anni dal “TAAAC” Aspettando il remake

Sono passati 35 anni dal “TAAAC” Aspettando il remake

Sembra ieri ma sono già passati ben 35 anni da quel lontano 1984 nel quale uscì per la prima volta “Il Ragazzo Di Campagna”: il famosissimo film per la regia di Castellano e Pipolo (storica coppia di registi formata da Franco Castellano e Giuseppe Moccia) interpretato da Renato Pozzetto.

Una esilarante commedia che raccontava di Artemio: un contadino che vive a Borgo Tre Case, un piccolo paese della campagna Lombarda abitato principalmente da anziani, dove Il solo passatempo è osservare il passaggio del treno.
Artemio abita con l’anziana madre  Giovanna  la quale vorrebbe tanto vederlo sistemato con Maria Rosa, unica ragazza in età da marito in paese, la quale – peraltro – è, da tempo, innamorata di lui.

Artemio però non ricambia questi sentimenti e, nel giorno del suo quarantesimo compleanno, rendendosi improvvisamente conto di non aver mai realmente vissuto una vita al di fuori del paese, e, soprattutto, di non voler continuare a fare il contadino per il resto dei suoi giorni, decide – così – di lasciare tutto di partire per Milano alla ricerca di nuovi stimoli, sperando in un futuro più migliore.

Una volta arrivato in città, non sapendo dove andare, chiede aiuto a suo cugino Severino (trasferitosi a Milano anni prima), il quale gli offre ospitalità e lavoro; Artemio accetta, ma non sa che il cugino è in realtà un ladruncolo che entra ed esce di prigione e che, a sua insaputa, lo coinvolge in uno scippo prima ai danni di una vecchietta e poi di una ragazza. Quando l’uomo se ne rende conto, però,lo abbandona e decide di restituire la borsa alla sua legittima proprietaria, Angela: una giovane e bella ragazza, impiegata in carriera presso una multinazionale..

Tra Artemio ed Angela nasce un’amicizia e quest’ultima gli trova anche un posto dove stare, un piccolo, costoso e tecnologico monolocale in un asettico residence.

A questo punto Artemio si dedica alla ricerca di un lavoro: tra le svariate mansioni a cui si appresta, tenta di fare l’assicuratore, il metronotte, l’attore negli spot pubblicitari e addirittura l’accompagnatore per non vedenti, ma sempre senza successo.

Alla fine si ritrova inesorabilmente senza occupazione e senza un soldo. Nel frattempo, si accorge di essersi innamorato di Angela, tanto da proporle di sposarlo dopo una notte passata insieme, ma la lei rifiuta, dichiarando di essere una ragazza moderna e non adatta ad un passo simile.

Disperato, l’uomo tenta il suicidio gettandosi nel naviglio, ma viene salvato da un losco individuo che gli propone di lavorare per lui, vendendo droga ai ragazzi davanti alle scuole, archè, Artemio rifiuta indignato, lo manda a quel paese e, ormai stanco della vita a Milano, comincia a inveire contro la città e i suoi abitanti. Fermato per questo dalla polizia, viene rimandato al suo paese, dove ricomincia la vita di contadino.

Un giorno riceve inaspettatamente la visita di Angela, la quale lo informa che è stato accettato nel colloquio di lavoro per diventare assicuratore, e coglie l’occasione di quella comunicazione per dimostrarsi disponibile verso la sua vecchia proposta di matrimonio; ma Artemio, conscio dei sentimenti non sinceri di lei, decide di trascorrere la sua vita insieme all’unica donna che lo ha amato fin da principio per quello che è, ovvero Maria Rosa, diventata, nel frattempo una bella ragazza alla moda, e di vivere con lei per sempre “contadini e contenti”.

Questa è un po’ la trama della pellicola che, sicuramente, molti di voi avrete visto ed apprezzato.

Noi della redazione di Brianza Web, in occasione del 35° anniversario dall’uscita, abbiamo voluto scrivere questo articolo per commemorare “Il Ragazzo Di Campagna” e chissà che non siamo riusciti anche a strappare qualche lacrimuccia, a qualche nostro lettore nostalgico.

Chi scrive questo articolo è una persona che crede molto nei valori quindi la nostra speranza non è solo quella di emozionarvi facendovi fare un salto indietro nel tempo ma anche e soprattutto prendere spunto dalle vicende proposte dalla pellicola per farvi riflettere sul valore piccole cose, specie quando si va alla ricerca della luna per poi accorgersi che, forse, era meglio quel poco che avevamo perché, nonostante tutto, quella vocina che sta dentro di noi è l’unica in grado di suggerirci cosa ci rende davvero felici.

Chissà se un giorno faranno un remake?

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