SE CI PASSI DAVANTI: Villa Majnoni d’Intignano a Erba

SE CI PASSI DAVANTI: Villa Majnoni d’Intignano a Erba

La dimora è situata in un luogo di forte impatto emozionale e sovrasta un panorama unico su tutta la Brianza all’interno del Parco Valle del Lambro.

Si trova in collina sopra al lago di Alserio di cui gode una vista esclusiva oltre alle Grigne, il Resegone, il Lago di Pusiano e di Annone.

La dimora ha terreni di Proprietà che si estendono fino in prossimità del lago di Alserio privi di alcuna costruzione, all’interno delle mura vi sono alberi secolari di diverse tipologie e degni di nota con altezze che in alcuni casi superano i 30 mt.

Sempre all’interno del parco si trova una grotta sopra la quale il regio Architetto Achille Majnoni d’Intignano fece posare un tempietto.

La dimora è composta da due corpi distinti uno,entrando sulla destra, che era il corpo originale risalente al ‘600, l’altro entrando sulla sinistra voluto da Massimiliano Majnoni d’Intignano nell’800 quando la comprò,da notare nella parte inferiore di questo corpo le scuderie ancora pressochè intonse.

La storia di Villa Majnoni d’Intignano
Domina i terreni nei quali si svolse la battaglia storica di Tassera e Carcano nella quale nel 1160 venne messo in fuga il Barbarossa. Secondo alcuni documenti storici dove ora sorge la villa ai tempi sorgeva un castello.

Dall’archivio della famiglia Parravicini risulta che nel 1351 Guglielmo Parravicini costruì il “Castel Nuovo” dove un tempo sorgeva il castello e ora sorge la villa come è testimoniato da alcune gallerie esterne alla costruzione attuale e di fattura ben più antica.

Nel 1570 Giovanni M. Parravicini ricostruì una villa sulle rovine del castello che era stato nuovamente distrutto. La villa fu poi abitata dai discendenti dello stesso.

La villa e i terreni vennero acquistati nel 1840 da Massimiliano Majnoni d’Intignano che la ristrutturò e fece disegnare e piantumare il parco.

Nella villa venne ospitato il cugino Stefano Majnoni, figlio di Giuseppe Antonio,ufficiale della Armata napoleonica che raccolse molte memorie napoleoniche ora conservate nell’archivio di famiglia.

La villa fu ereditata da Luigi Majnoni d’Intignano divenuto Generale del Corpo d’Armata per meriti di guerra (2 guerra d’indipendenza), nominato poi Senatore del Regno e Ministro della Guerra.

Al suo congedo viene nominato Conte da Vittorio Emanuele III per i servigi prestati alla Patria.

Alla sua morte nel 1918 il Reggimento di Cavalleria gli dedicò una lapide murata nella villa di Castelnuovo.

Achille Majnoni d’Intignano (Milano 1855 – Erba 1935), fratello di Luigi, viene nominato Architetto Regio da Umberto I di Savoia e manterrà l’incarico anche con Vittorio Emanuele III.

Nel 1918 la villa viene ereditata da Gerolamo Majnoni d’Intignano, ufficiale di Stato Maggiore, delegato del Sovrano Ordine di Malta, consigliere del Museo del Risorgimento e presidente della sezione milanese della Società Dante Alighieri.

Nel 1962 la villa diviene di Giuseppe Majnoni d’Intignano, Comandante delle batterie a Cavallo (Voloire) combattè in Iugoslavia e Russia meritandosi due medaglie al Valor Militare, prende poi parte alla resistenza come comandante del Battaglione Puecher di Erba.

Nel 2001 muore Giuseppe e la villa diviene della figlia Maria Margherita Majnoni d’Intignano.

    

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