I RACCONTI DEL FILOCCA: Le Biglie

I RACCONTI DEL FILOCCA: Le Biglie

La donna soggiogata, annientata, vilipesa, spesso oggetto di violenze.

La donna di Marco, la donna desiderata e sognata.

3 LE BIGLIE

Rimasero fissi su di lui per un istante incommensurabilmente lungo: un secondo? Un minuto? Un’ora? Un’eternità?

Due biglie: Marco spesso le toglieva dalla tasca, si soffermava lungamente a guardarle, estasiato fantasticava. Erano normali biglie di vetro, di quelle con cui i bambini come Marco amavano giocare; anche Marco ci giocava con gli amici, ma quando il gioco finiva lui le ripuliva con cura e se le infilava gelosamente in tasca perché per lui quelle biglie, di un azzurro variegato immerso nel vetro trasparente, non erano uguali alle altre: erano fulgenti, di un azzurro così intenso che attraverso i riflessi del vetro sembravano rilucere di luce propria. Così comunque a lui sembrava.

A Marco da quelle biglie pervenivano arcani messaggi: gli stessi che gli arrivavano dalla misteriosa striscia di cielo azzurro striata sul rosso di certi tramonti dopo la pioggia e dal mare azzurro di certe cartoline accostato al bianco purissimo della sabbia; il mare che non aveva mai visto, ma che viveva nella sua fantasia di bambino per i racconti di chi l’aveva visto e ne era rimasto incantato.

La debolezza di Marco risiedeva proprio qui: come direbbero gli odiosi psicologi tutto ci deriva dall’infanzia. In questo caso era vero: la sua disarmata debolezza per gli occhi azzurri derivava proprio dai suoi sogni di ragazzo.

Per questo provò un’emozione intensa quando li vide sul video e quegli occhi, gli occhi di Annie, rimasero fissi su di lui per un istante incommensurabilmente lungo: un secondo? Un minuto? Un’ora? Un’eternità?

Non sapeva, non poteva sapere: ricordava solo che erano azzurri, azzurri con pagliuzze d’argento, variegati, volitivi, intensi, con una lieve vena di tristezza… occhi sognanti.

Quegli occhi, quello sguardo erano per Marco ricchi di fascino per l’interiorità profonda che nascondevano: avvolti in un tenue velo di malinconia stavano volitività, determinazione, incapacità di scendere a compromessi, volontà di non farsi sommergere dalle negatività della vita, ricerca costante di equilibrio interiore, serietà, limpidezza… ma anche desiderio di tenerezza, di dolcezza, desiderio di un mondo in cui ciascuno abbia il rispetto per la sensibilità dell’altro, desiderio di essere capita, di essere accettata in toto, con le proprie debolezze e le proprie fragilità. E ancora sogni… sogni… “perché gli uomini non capiscono? Perché sono così privi di sottigliezze? Perché non sanno che basterebbe poco… perché quel poco è proprio quello che loro non riescono a dare?!?”

Tutto questo aveva letto Marco in quegli occhi ed altro ancora.

Aveva visto giusto?

(da ANCHE GLI UOMINI SOGNANO)

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