LETTERE DA ZANZIBAR: L’isola silenziosa

LETTERE DA ZANZIBAR: L’isola silenziosa

Spesso penso che Stone Town la capitale di Zanzibar più che una città storica, protetta dall’UNESCO, sia una fabbrica di rumore, c’è caos ovunque !

Soprattutto con l’aumento smisurato delle auto che in venti anni si cono centuplicate !

Un vecchio amico mi dice che 25/30 anni fa a Zanzibar c’erano solo due macchine, e stavano all’aeroporto. Una con la tanica della benzina sul tetto e un tubo che scendeva lungo il tetto e andava nel motore e una senza portiere.

Ad oggi basta stare fermi per un minuto a lato strada per vedere passare non meno di 100 macchine. un aria quasi irrespirabile in città, dove se non hai l’aria condizionata con il ricircolo e devi stare con i finestrini abbassati per non morire di caldo, rischi di morire di silicosi.

Ad oggi dopo una veloce uscita per motivi di lavoro, sono andato in città, nel centro storico, la scena che si è presentata è paragonabile hai nostri paesini a ferragosto. Vie vuote e negozi chiusi.

Ovviamente il motivo è che tutti questi negozi vivevano di turismo e con la chiusura di tutte le strutture alberghiere dell’isola il business del turismo si è fermato in pochi giorni, decretando la morte economica di tutta Zanzibar.

Qualcuno ne approfitta per fare manutenzione al proprio hotel, ma solo piccole cose interne, e gli unici negozi che lavoricchiano sono le ferramenta di Mlandeghe, la via specializzata in tutto quello che riguarda le costruzione , dai sanitari, materiale elettrico, tubi, ecc ecc.

Ma comunque rimane il fatto che tutta l’isola sembra sospesa come quando trattieni il fiato.

Non senti più girando per le vie strette i bambini che giocano o i vecchi che parlano o giocano al Baoo, un gioco locale che si gioca con dei semi ma molto complesso, basato su calcoli e astuzia.

Nessun commerciante che ti invita ad entrare a comprare nel suo negozio, insomma un mondo sospeso, fatto di silenzio e anche un po inquietante !

Il tutto è appena iniziato e già ricevo decine di telefonate anche da persone che nemmeno so come fanno ad avere il mio numero, che mi chiedono un aiuto economico, cosa impossibile visto che pure io sto cercando di sopravvivere con la mia azienda che grazie ad un colpo di genio e essendo l’unico sull’isola con la licenza per l’alcool ho iniziato la produzione di gel igienizzante per le mani, prodotto ovviamente molto richiesto.

Come potete ben immaginare pure qua gli stronzi proliferano come in tutto il mondo e molti oltre a vendere porcate senza permesso lE fanno pagare cifre che per un locale equivalgono a una settimana quasi di lavoro, io di mio che vendo all’ingrosso tengo un prezzo basso, nonostante le materie prime sono aumentate di almeno 3 volte, ma poi una volta usciti dalla mia società ognuno fa il prezzo che vuole !

E intanto Zanzibar rimane sospesa come in un limbo, con la gente che non capisce o forse non ci vuole credere che questo virus li stia mettendo in ginocchio, increduli pregano e fanno discussioni infinite dove ogni tre secondi la parola CORONA esce prepotente.

Per me che sono bianco ovviamente sono segnato da tutti come untore, anche se per la verità sono più di un anno e mezzo che non torno a casa e dunque praticamente uguale a loro !

ma questo poco importa, un bianco e per di più italiano è un “Mzungu Corona“, speriamo solo che questa loro visione ristretta del problema non sfoci in violenza verso di noi che praticamente viviamo da anni qua !

Molti sono tornati pensando di fare la cosa giusta, mi hanno chiesto consigli se tornare o no, io ovviamente gli ho consigliato di restare qua se non avevano motivi per tornare come figli, o genitori, ma nessuno mi ha dato retta e ora mandano messaggi dicendo che avevo ragione e che sono prigionieri di loro stessi in casa .

Quando tutto questo finirà, forse chi ha capito la lezione vedrà il mondo in maniera diversa, mentre chi non ha mai capito un cazzo, tornerà a essere scemo come prima!

Starà a noi valutare la lezione che stiamo vivendo !

Enzo Santambrogio

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